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Visualizzazione post con etichetta Liceo: ancora tu ma non dovevamo non vederci più. Mostra tutti i post
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mercoledì 7 marzo 2012

Questione di prospettiva


- Quanto fa figo dire che conosco una persona che conosce la Regina Elisabetta?
- No. La tua ex professoressa madrelingua inglese ha sposato un membro del parlamento inglese, che avrà visto qualche volta la Regina Elisabetta. É leggermente diversa la cosa!
- Ti odio

giovedì 1 dicembre 2011

1 dicembre


Ogni anno il comune mandava gli psicologi del consultorio di Paesuncolo nei licei a ricordarci che bere il sabato sera non fa di noi dei fighi e che il sesso è bello, ma proteggersi da malattie e gravidanze è sempre cosa buona e giusta.
Ero in seconda o forse in terza liceo quando si è affrontato il tema HIV e AIDS. La prima domanda fu: “alzate la mano se pensate che usando la stessa forchetta di una persona sieropositiva siate esposti al virus”. Seduti per terra a gambe incrociate formavamo un cerchio un po' sbilenco. Sguardi interrogativi. “mi sa di si. Se tizia, che sa tutto,alza la mano la alzo anch'io”. La professoressa di italiano, che seduta in cattedra compilava il registro ha alzato lo sguardo, curiosa di vedere cos' avrebbero risposto quei sedicenni pronti a snocciolare declinazioni latine, frasi ipotetiche in francese e verbi irregolari in inglese, ma impreparati per la vita. Timidamente una dopo l'altra le mani si sono alzate tutte.

Uno psicologo e una sociologa sono partiti da quelle 18 mani alzate per spiegarci che...
Non si trasmette con un abbraccio.
Non si trasmette bevendo dallo stesso bicchiere.
Non si trasmette sedendosi vicini.
Non si trasmette nemmeno con un bacio.

Non è la malattia dei drogati.
Non è la malattia degli omosessuali.
Non è la malattia di chi “se l'è cercata”

Si trasmette con un rapporto sessuale non protetto.
Si trasmette con trasfusioni di sangue infetto
Si trasmette se chi ha il virus ha una ferita che sanguina e il suo sangue entra velocemente in una vostra ferita aperta. Se passa del tempo il virus muore a contatto con l'aria.

L'ignoranza emargina chi è sieropositivo
L'ignoranza pensa che sia la peste del ventesimo secolo.
L'ignoranza e figlia della pessima comunicazione.
L'ignoranza è alimentata dalla chiesa e dalle sue fobie.

lunedì 8 agosto 2011

Ma io che ne so?

E la domanda che riecheggia da giorni
“Che intenzioni hai per il futuro?”
Ma io che ne so?
Che ne so cosa voglio fare tra...beh, si parla di...1 mese.
Ne ho avuto tanto di tempo per pensare, ma io stoica nel mio non espormi troppo, non ho ancora deciso nulla.

Mettendo sul tavolo le opzioni, abbiamo:
1- “Si conviene che dopo una triennale ne segua la magistrale”. Ok. Ci può stare, ma COSA? Ho fatto lettere, la facoltà che fanno un miliardo di persone, la facoltà degli indecisi, la facoltà di chi ha grandi sogni e niente di concreto, la facoltà che “ricordati, non ti darà mai da mangiare”.
Qualsiasi magistrale io faccia prevede esami su esami di recupero. Perchè nel mio pasticciato piano di studi nulla pare essere inerente a una qualsiasi magistrale estratta a caso da me.
Per ora sul piatto delle lauree magistrali offerte dalla mia cara UniMi il y a: Cultura e 
storia del sistema editoriale (cioè quella che si fa quando non si riesce ad entrare a 
Giornalismo e dato che a Giornalismo ne prendono 20 ogni due anni, credo sia una facoltà 
affollata)
Scienze Cognitive e processi decisionali. Parliamone pure. Interfacoltà tra Lettere e 
Medicina. Ripeto interfacoltà tra Lettere e Medicina. Io credo di averla messa nel calderone
solo perchè ho visto Medicina. Il mio gran coraggio non mi ha nemmeno concesso di 
sognare riguardo a Medicina finito il Liceo.
Non so che piano di studi abbia, non so cosa prevede, ma ha un gran bel nome. Poi quel 
Processi decisionali sarebbe utile in momenti come questo. 
Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale. Interfacoltà tra 
Lettere e Scienze Politiche. A me cooperazione internazionale, mi fa già salire le 
palpitazioni. Mi vedo già vicino ad Obama, oppure a dirigere un incontro della FAO.
Ho visto anche Biologia Marina,ma se non voglio buttare questi 3 anni e far venire un 
colpo alla mia genitrice, è meglio evitare, anche se l'immagine di me alle Hawaii a curare 
i delfini è fantastica, nella mia mente.

2- Altra opzione. Continuare a lavorare, quando poi ho deciso cosa fare, iniziare la magistrale. In tanti sostengono che se smetto di studiare non ricomincio più.

3- Ultima opzione. Che sarebbe quella per cui tendo maggiormente. Finisco gli esami a ottobre. Decido il titolo della tesi e possibilmente prima trovo un relatore e poi in Inghilterra, tornerei a discuterla e poi ancora lassù per un anno. Al ritorno, con una conoscenza dell'inglese discreta potrei barcamenarmi, come i grandi capi desiderano in una laurea magistrale.

Ora bisogna solo discutere con i finanziatori dei miei progetti e vedere cosa ne pensano.

Certo, quelle antipatiche delle mie amiche dall'alto delle loro decisioni già prese non sono molto d'aiuto. Una andrà in Germania, le altre due si sono già iscritte a una magistrale e l'altra, beh, l'altra si sposa.

Che ne sarà di me? Lo scopriremo solo vivendo, comunque adesso ho un po' paura.


mercoledì 29 giugno 2011

è proprio quando te ne dimentichi che...

Oggi era la giornata AMARCORD. Al telefono con la mia migliore amica ripassavamo i compagni delle elementari, delle medie e del liceo.
"Ma si è fatto più carino o ancora occhiali e apparecchio"
"Ma che fine ha fatto? Studia o lavora?"
"Spero sia dimagrito"
"Era così bellino da piccolo, adesso è uno sgorbio"
“Ce l'ho amica su FaceBook, devi vedere che foto”
"lei? pare sia una ragazza allegra"
"ah, l'ho visto sul treno"
"ma sta ancora con lo stesso tipo? Che tristezza".
Poi ci siamo arenate. Su una ragazza del liceo che era completamente sparita. Più sentito nulla, più vista in giro e anche sul potente mezzo per lo stalking (FaceBook) non ci sono sue tracce.
- Cercala su Google
Mai frase fu più sbagliata.
Durante l'ultimo anno di liceo, allo scadere di maggio uno dei due maschi della classe sopravvissuti ebbe la brillante idea di pubblicare sul suo blog un commento per ogni compagno di classe, seguito da un voto.
Non tutti sapevano di questa cosa. Giravano per la classe foglietti clandestini, gente sghignazzante, ma nulla aveva scosso il precario equilibrio di quella classe tanto disunita da richiedere l'intervento di una sorta di terapia di gruppo.
In una calda mattinata primaverile, l'intera classe era nel laboratorio di informatica per preparare la tesina (beh...ci siamo capiti) e gira che ti rigira (termine altamente tecnico) c'erano 20 computer su quella pagina.
Ciò scatenò il putiferio nella classe. Gente che non si parlava più, liti, nervi a fior di pelle (tutto amplificato dall'ansia pre esame). Anch'io litigai con la mia compagna di banco.
Durante la cena di classe (fatta tra la fine delle lezioni e l'inizio degli esami) con tutti i professori presenti aleggiava ancora nell'aria il clima di discordia creato da quel fantomatico post.
I professori volevano leggere, volevano vedere, così l'autore declamò a tutti, davanti a gnocco fritto e primosale, quello che aveva scritto.
Sapere che gli altri avevano letto, che avevano anche riso era una cosa, ma sentirlo ad alta voce seguito da "siiii è vero" o urletti isterici, fu troppo per alcune fanciulle.
Non se ne parlò più. Il liceo finì e da allora quella classe non si è più riunita.
Tornando ab ovo, abbiamo inserito il nome e il cognome della compagna di classe in Google e il primo risultato era la pagina di quel blog.
Ormai immemori che stavamo cercando che fine avesse fatto la cara ragazza, abbiamo inserito anche i nostri nomi e cognomi e anche per noi il primo risultato è stato quella pagina.
Io sono per l'assoluta libertà di esprimere qualsiasi opinione, però non ritengo affatto corretto che una persona qualunque possa scrivere ciò che voglia, mettere il mio nome e cognome e che ciò sia visibile al mondo.
Perchè lui può esprimere giudizi sulle persone e questo rimane indelebile?
Io non avrei mai e poi mai messo i cognomi. Già non metto mai i nomi, figuriamoci i cognomi. Avrebbe avuto lo stesso risultato se avesse scritto solo i nomi. Avrebbe comunque generato il caos in 5 A Ling, ma avrebbe fatto si che 3 anni dopo avremmo potuto far finta che quelle liti finali non ci fossero state e ci avrebbe permesso di crogiolarci in ricordi migliori di quello che è veramente stato il liceo.
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