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giovedì 22 settembre 2011

E la rinnovata sensazione di essere un po' soli

C'è chi oggi è tornata laggiù, la rivedrò tra qualche mese.
C'è chi è vicina, ma distante con il cuore e la testa.
C'è chi a volte non capisco, le voglio bene, ma in certi momenti abbiamo idee e stili di vita talmente distanti che non capisco cosa ci tenga così unite.
C'è chi parte per una nuova avventura in Germania.
C'è chi ormai da mesi è sempre più lontana e l'idea di un riavvicinamento è sempre più remota.
C'è chi ormai non ha più i lineamenti del viso impressi a fuoco nella mia mente.

C'è che una stretta allo stomaco mi ha preso quando meno me l'aspettavo, c'è che devo ancora imparare tante cose, c'è che devo iniziare a dire "mi manchi".
C'è che non so cosa ne sarà delle mie decisioni, c'è che sto iniziando a familiarizzare con il caos che regna incontrastato nella mia mente.


C'è che ci sono delle cose che non voglio dire. C'è che a volte l'alternativa mi manca. C'è che quel groppo in gola di sera è più difficile da mandare giù. C'è che piangere in doccia è molto più facile, c'è che dire "va tutto bene" è più comodo. C'è che di qualsiasi colore io dipinga le unghie, non cambia l'umore.

C'è che il nome che compare sul display quando il telefono squilla, non è il nome che vorrei leggere. C'è che parlare del tempo risolve molte situazioni.

C'è che è vero che i sogni prendono forma ogni giorno, ma oggi non è il mio turno.

martedì 20 settembre 2011

Perchè andare a fare la spesa con la mamma?

- Ci sono i Pavesini in offerta, li vuoi?
- Chi io?
- Sto parlando con te!
- Io sono una da pan di stelle e gocciole, non sono una da pavesini
- Eh forse è ora di cambiare!
- Guarda che anche se mangio i Pavesini non ti porto a casa nè Marin nè Magnini!
- Te li compro, si sa mai

E adesso tazza di latte freddo con i pan di stelle...

domenica 18 settembre 2011

Teorema...tutto suo, ma rimane comunque un teorema

- Ma ciao!
- ...sono io
- Lo so
- Già, maledetta tecnologia, toglie l'effetto sorpresa. Non ti ho chiamata per questo, ma per L che ci sta provando con me. Prima in modo velato, complimenti e sguardi poi in modo più sfacciato ed è arrivato il momento dello scambio dei numeri di telefono. La cosa progredisce, ci si sente via messaggi e la sera con i suoi amici passa spesso al bar, se c'è momento di calma tra i tavoli mi fermo un po' con loro. Fin qui tutto bene ed eri già informata sui fatti. Oggi mi ha chiesto di uscire via sms, gli ho risposto di no e lui sai cosa mi ha scritto? "NON CONDIVIDO LA TUA SCELTA, MA LA RISPETTERÒ". Ma io devo avere per forza qualcosa che non va. Gli idioti li becco tutti io? Nessuno gli ha insegnato che un "NO" di una ragazza non vuol dire "NO"? E poi scusa il mio principe azzurro se mai gli dovessi dire "NO" si fa il cul* finchè gli dico "SI". Io non gli ho detto di rispettare la mia scelta, cavolo quel "no" era solo per spronarlo a richiedermelo magari in modo più carino e io, giurin giurello, non avrei fatto come te con S, non avrei rischiato a dirgli cinque volte "no", se me l'avesse richiesto anche tre minuti dopo avrei accettato, caz**. Non lo capisco. Anche perchè a me questo neanche piace, ma che risposta è "non condivido, ma rispetto"? Non mi piace, capisci, però mi fa troppo arrabbiare. Io non lo so. Da qualche parte sbaglierò. Cioè io sono stata con A per quattro anni, in questo tempo i metodi di approccio sono cambiati? Il dire "no" delle ragazze, adesso vuol dire davvero "no"? Ma guarda questo stro***.
- Ma se sei...
- E non dirmi che se non mi piace non dovrei arrabbiarmi, perchè invece mi arrabbio. Se è davvero così preso come dice di essere non deve arrendersi, anche se non mi piace, L non lo sa che non mi piace.
- Si, ma...
- No, fidati che quel "lo rispetterò" vuol dire che non mi chiederà più di uscire e stai certa che io non perderò l'orgoglio chiedendo a uno che non mi piace di uscire. Non ci siamo proprio. Ma com'è che S dopo cinque "no" ti ha chiesto di uscire per la sesta volta? Non me ne capacito. Questo non ha retto un "no", figuriamoci cinque.
- Non è sem...
- No perchè allora ho qualcosa di sbagliato. Essere rimasta quattro anni con A mi ha fatto perdere lo smalto.  Però è anche vero che visto com'è finita tra te e S forse è stato sbagliato sin dall'inizio.
- Graz..
- No, non volevo dire che è stata tutta sbagliata la vostra relazione. No, no. Però c'è qualcosa di L che mi sfugge. Forse è una tecnica, si ho capito. E' una tecnica. Lui sa che a me non piace e allora per aumentare il suo fascino fa il prezioso, sebbene inizialmente abbia fatto io la preziosa. Ecco, ho capito. Lui pensa che facendo così io adesso mi arrovello la mente per capirlo e lui in tutto questo processo assume fascino. Illuso! Secondo lui io adesso perdo tempo a pensare alle sue turbe psichiche? Con tutti i casini che ho?! Ecco vedi, adesso ho capito. Parlare con te mi è sempre di aiuto. Come farò se vai via? C'è Skype, c'est vrai. Allora ti lascio alle tue faccende. Ci sentiamo domani. Un abbraccio
- Ciao
- Tu tu tu tu tu tu

Ho già detto troppo in questa conversazione per poter aggiungere altro. Resta però la soddisfazione nel sentire che i miei disastri sentimentali siano usati dalle mie migliori amiche come esempi negativi. Eh va beh!

sabato 17 settembre 2011

Urge schemino ad albero

Oggi avrei bisogno di uno di quei fantastici schemini ad albero che adoro.
Perchè per parlare con Lei bisogna essere pronti. Io lo so benissimo che se le parlo del futuro poi sparisce, lo so, la conosco, ultimamente andiamo d'accordo, non voglio rovinare tutto, ma è anche vero che se tutti hanno paura Lei finirà con il buttare un altro anno.
Quelli che in questa famiglia sono "i grandi" non le dicono niente, hanno paura della reazione, metterle fretta sarebbe sbagliato, pressarla potrebbe essere controproducente, non hanno capito che questo aspettare le fa solo male. A 20 anni non si può buttare via il tempo, a 20 anni devi costruirti delle basi per il futuro.

Un anno fa avevo detto che la situazione per me andava presa diversamente, ma "sei piccola cosa ne vuoi sapere come si affrontano queste situazioni?" però poi una volta a settimana venivo messa sotto torchio "cosa ti ha detto? reagisce? ti racconta qualcosa?" per quello ero grande abbastanza, ma solo per quello.
Era il momento di mettere paletti e regole e non l'hanno fatto. Era il momento di farla parlare con qualcuno, non l'hanno fatto. Era il momento di ascoltarla senza piangere o giudicare e non l'hanno fatto. Adesso il risultato del loro fantastico piano è che sono due adulti in ostaggio, hanno paura di qualsiasi reazione.

Io provando a parlare con Lei ho ottenuto che non mi ha rivolto parola dal 6 febbraio al 14 maggio. Niente di niente. Quindi chi me lo fa fare di provare a parlarci un'altra volta?

Io non ho nessuna autorità per dirle di fare qualcosa, nessuna e Lei lo sottolineerebbe dopo 2 secondi, ma io non voglio nemmeno esserlo, vorrei solo che mi parlasse.
Io non ci guadagno niente. Spronarla a fare qualcosa, non è per tornaconto personale, spero lo capisca che è per Lei, per il suo futuro. Perchè sia Lei a decidere cosa le piace fare, vorrei solo aiutarla. SOLO aiutarla.

Dovrò raccogliere le idee, pregare le mie divinità pagane, sperare che non reagisca troppo male e che vada tutto bene. Sperèm!

venerdì 16 settembre 2011

Bonjour...




Poi capita che in giro per una città dove l'apparenza è tutto, ci si scontri con decine e decine di queste fotocopie appese su muri, vetrine e semafori.

"Buongiorno 
(io) ho perso la mia anima lungo la (mia)strada, se (voi) avete un' idea per ritrovarla o mettermi sulle sue tracce, scrivetemi"

giovedì 15 settembre 2011

La ruota gira anche per Carrie

Sempre al centro dell' attenzione. Ogni uscita pubblica era Lei che tutti guardavano, fotografavano e ammiravano. Lei nella sua magrezza, lei nei suoi abiti firmati, lei e quei sorrisi contati.
Ha sempre fatto scomparire chiunque avesse vicino, in ogni occasione ha sempre catalizzato l'attenzione, ma cara Sarah Jessica Parker la ruota in quella prèmiere ha cambiato il suo giro.

Mentre "Mad Men" se la ride fasciata in un abitino rosso, Carrie ha una smorfia di disgusto.

Vorrei avere il dono della telepatia, però sono abbastanza certa che l'amata SJP stesse pensando:
"Caz** vuole questa tettona? Non lo sa che qui la star sono io?"

lunedì 12 settembre 2011

E tu dov'eri?

La domanda sovrana di questa domenica è stata "ti ricordi dov'eri l' 11 settembre?"
Io mi ricordo dov'ero. Certo che me lo ricordo. Avevo 12 anni, me lo ricordo bene, ma sapevo cosa fosse Al Queida? no. Sapevo chi fosse Bin Laden? no. Non ne avevo idea.

In quei giorni ricominciavo la scuola. Mi ricordo il minuto di silenzio durante l'ora di matematica e la professoressa di storia che giocava al rimbalzo con quella di italiano per decidere chi delle due dovesse perdere ore preziose e farsi carico di spiegarci cosa fosse successo. Risolvettero facendoci leggere in classe "Il Corriere della Sera". Mi ricordo la discussione tra dirigente scolastico - professori - rappresentanti dei genitori sull'annosa questione se fosse giusto riproporre le immagini in aula e se convenisse o no riunirci in palestra per vedere i funerali. Queste cose me le ricordo tutte, ma non mi ricordo nessuno che ci abbia spiegato davvero cosa stesse accadendo nel mondo. Io e i miei 12 anni sapevamo che due aerei si erano scontrati contro due grattacieli in quel posto lontano che era New York. Poi no, capisco dai telegiornali che era un attentato, che gli aerei sono stati dirottati. Ma da chi? Chi potrebbe mai volere una cosa simile?
I giorni successivi, le immagini dei telegiornali erano agghiaccianti uno dei video più frequenti inquadrava delle persone che dagli ultimi piani delle torri cercavano la fuga gettandosi nel vuoto. Quelle immagini me le ricordo, eccome. Quel giorno me lo ricordo, mi ricordo anche i giorni successivi, mi ricordo la sensazione di impotenza, lo stomaco che si aggroviglia guardando filmati di telecamere fisse, le lacrime mentre va in onda la registrazione della telefonata di una passeggera del primo volo dirottato. Cercare, tentare di dare un significato, capire che New York non è poi così lontana.


Posso dire di ricordarmi dov'ero nei momenti in cui dai telegiornali si apprendeva la notizia della morte di civili iracheni? NO, eppure pensare che sono morte più di 63.000 persone che, forse, con quella guerra non avrebbero voluto aver niente a che fare.

martedì 6 settembre 2011

Cercasi!

è il momento.
Apro ufficialmente i casting per i Santi a cui votarmi in vista dell'esame di domani.
Astenersi perditempo e santi che sul curriculum non abbiano almeno 5 miracoli all'attivo.
Preferibilmente, il santo in questione dovrebbe aver seguito con particolare attenzione il periodo storico dalla prima guerra mondiale a oggi.
La prestanza fisica non sarà termine di giudizio.

Telefonare ore pasti, ma anche no. Quando volete.

R.S.V.P.

lunedì 5 settembre 2011

Ohana

Notavo che fin ora ho scritto più spesso delle mie amiche che della mia famiglia.
Anch'io ho una famiglia,si, quel pacchetto di persone già confezionato che trovi quando vieni al mondo. Quelle persone che non puoi cambiare.
Siamo una famiglia che con quella del Mulino Bianco ci ha fatto a botte, ma sul serio.
Siamo esagerati, forse sbagliati, a volte troppi, a volte pochi.
Non siamo tutti legati da vincoli di DNA, ma è lo stesso perchè qui crediamo che non sia il sangue a dettare l'amore incondizionato.
Ci andiamo bene così. Una famiglia che ha permesso a tutti di provare e anche di sbagliare. Non ci vedrete mai piangere tutti insieme. Noi lo facciamo per i fatti nostri. Non ci vedrete mai parlare dei nostri problemi. Però ci vedrete spesso insieme a cantare, a fare la spesa e per il compleanno di ognuno.
Abbiamo il nostro equilibrio e balliamo scomposti su questo nostro filo di lana.


Ho una mamma,un papà, un fratello, una nonna, una Gina...
Una Gina è...non so una Gina è un misto. Una Gina è una cugina che si comporta da sorella e sa fare l'amica. Ho reso l'idea?

Da quando sono nata, solo 22 anni fa, il mio personale pacchetto è aumentato, si è incrementato il numero di presenze,anche se uno dei miei pezzi forti invece non c'è più.

La mia Piccola J, la mia minuta Giaina, quella che soffoco di domande,  quella che in modo duro mi ha fatto capire cosa sono i sensi di colpa, quella che non parla, quella che mordo, quella che un po' se ne approfitta, quella che ha un neo blu, quella che ne ha passate troppe, quella che non ha ancora trovato la sua strada, quella che cambia umore in modo repentino, quella che della tattica del silenzio ne ha fatta una ragione di vita, quella che ha pazienza, quella che mi aiuta, quella che sa il bene che le voglio, quella che porta giù la pattumiera, quella con cui ho passato tanto di quel tempo, quella che sa come prendermi, quella che da piccola ho investito in bicicletta (involontariamente, spero), quella che se è presa male è meglio cambiare stanza, quella che bisogna svegliarla pian pianino, quella che vorrei tenere sempre con me così sono sicura che non le succeda niente,quella che non sa che potrebbe fare di tutto nella sua vita, quella che mi asseconda, quella che non sbaglia mai i miei regali, quella che è cresciuta con me, quella che è capace di stupire, quella che si sottovaluta, quella che odia Ibiza, quella che mangiamangiamangia e mette tutto in tette, quella che si arrabbia perchè tutti i vestiti le stanno larghi, quella che ci ride su, quella che canta Katy Perry con me, quella che mi batte al karaoke, quella che adora le matite che le regalo da ogni viaggio, quella che sa più di quanto dica, quella che dormirebbe sempre, quella che vorrebbe andare quilìlà, quella che ha subito troppo da chi doveva solo amarla, quella che terrà i miei figli un giorno a settimana, quella che da piccola chiamavo "aGua", quella che parla per me, quella che è sempre un valido sostegno, quella con cui sono iperprotettiva, quella che a volte si allontana, quella anzi l'unica con cui l'orgoglio l'ho messo da parte da quando è nata, quella che ha portato la scimmia, quella che vorrei mi vedesse sempre forte, quella con tanti capelli, quella che ormai è più alta di me, quella con cui un giorno andrò a vivere insieme, quella che per me è sempre piccola, quella che mi da della taccagna, quella che non capisce l'utilità delle cannucce in macchina, quella che è irrazionale contro la mia razionalità compulsiva, quella ottimista contro il mio realismo, quella del "ma si dai andiamo e vediamo" contro la mia vita programmata al minuto, quella che deve ancora imparare ad essere forte, quella che c'è e non c'è, quella che mi ha portato a un concerto a Verona dopo essere uscita dalla terza prova di maturità, quella che odiava quella cantante, ma ha cantato e ballato con me.

venerdì 2 settembre 2011

Hasta la vista, Batista (ocio al Tiburon)!


Io ho un serio problema: non capisco le parole nelle canzoni. Non capisco certe espressioni. Non è un problema rivolto esclusivamente a chi “reppa” in slang americano, io mi perdo anche nelle sillabazioni di Giusy Ferreri, negli ostinati tentativi di Tiziano Ferro in “sere nere”, nella parlantina di Jovanotti e diciamo che Don Raffaè è stata un'impresa eroica.
Annoverata negli annali c'è un "eripio di sciammaggio".

Ma oggi al suon di “Tiburon Tiburon, hasta la vista Batista” c'è stata la mia rivincita!


http://www.youtube.com/watch?v=Uy64XRQI_TY

giovedì 1 settembre 2011

Aria tersa di settembre


Quanto verde tutto intorno e ancor piú in là, sembra quasi un mare l'erba e leggero il mio pensiero vola e va, ho quasi paura che si perda.

lunedì 29 agosto 2011

Una telefonata come tante

She: Come va?
Me: Benissimo. Tu?

She: ...
Me: Che c'è?
She: Tu non usi mai i superlativi. Va così male?
Me: Caz**

Come attrice faccio schifo, ma questo lo so da tempo. Lo so da quando a soli 5 anni mi sono rotta il braccio destro saltando sul letto nonostante rimproveri su rimproveri.
Caddi dal letto, tre fratture, ma non una lacrima. Mi misi nel mio lettino a soffrire in silenzio.
Mio fratello, quattro anni in più di me, andò subito dalla mamma: "credo sia morta" (questa non l'ho mai capita, non poteva andare dalla genitrice raccontando l'avvenuto? Doveva necessariamente colorire il tutto con la sua speranza di tornare figlio unico?).
- Ti fa male?
- NO!
Nonostante l'ora tarda e il mio diniego andammo subito al pronto soccorso.
L'immagine del braccio gonfio e livido non l'ho in mente, ma ricordo benissimo la sala gessi e il suo odore.
Il medico mentre mi tirava il braccio con prese degne di karate kid, mi ha detto "so che ti fa male, puoi piangere" e da quel momento più nessuno è riuscito a farmi smettere.



Appurato che mento malissimo ho affinato una nuova tecnica: non dire.
Ammetto che si potrebbero riscontrare parecchie difficoltà con questa tecnica, ma una persona dovrà pur escogitare un modo per vivere senza doversi continuamente sentire in terapia.

Quindi da oggi poi si cambia. Quando She chiamerà la conversazione si svolgerà più o meno così.
- Come va?
- Tu?

Detto ciò devo ora togliere la voce "attrice" dalla lista dei miei papabili lavori futuri.
Attrice,biologa marina alle Hawaii, chirurgo, principessa, presidente degli USA, astronauta, paracadutista, alpina, pasticcera, groupie, wedding planner (solo ed esclusivamente in compagnia di Enzo Miccio), presidente di una qualsiasi griffe di lusso, rock star, operaia in catena di montaggio in una fabbrica Haribo, truccatrice dei Kiss, agente sotto copertura della CIA, first lady, guardiana della barriera corallina
, discografica, moglie di un qualsiasi magnate americano, giornalista che di lavoro va a vedere i film gratis e li stronca. (lista in continua evoluzione).

lunedì 22 agosto 2011

Il coraggio di essere un ornitorinco



" Ho la bocca da papera, un corpo da lontra, una coda da castoro, sono un mammifero, ma depongo le uova, vivo nell'acqua, ma bagnato sono davvero bruttarello, il mio nome vuol dire muso d'uccello,ho una folta pelliccia, ma i miei piedi sono palmati.
Sembro buffo, tenero e carino, ma sono velenoso. Ho un veleno nelle zampe chepuò uccidere, si uccidere.
Mi prenderete ancora in giro?"


Credo che nel remoto e ipotetico caso in cui io debba mai scrivere un libro lo intitolerei proprio come questo post.

giovedì 18 agosto 2011

Siamo come il sole a mezzogiorno



Non mi è più concesso delegarti i miei casini, mi butto dentro vada come vada

lunedì 15 agosto 2011

Agosto...col bene che ti voglio

Ferragosto. Festa che non ha una collocazione precisa nella mia personale  classifica delle feste.

Natale è Natale. Natale non ha rivali. Sebbene qui la religione non sia di casa, è la festa del “tutti insieme”.
È la festa per antonomasia. È il clima che adoro del Natale. Non sproloquierò a riguardo, questo me lo tengo per il 24 dicembre. 

Pasqua. Da piccola ero molto più attenta alle feste, adesso proprio no. Per lo più sono occasioni per staccare dalla quotidinità, per vedere se è fattibile una settimana da qualche parte. 
Pasqua era la fine dei miei fioretti. Un anno avevo promesso che per 40 giorni non avrei mangiato cioccolato (ad esclusione del Nesquik nel latte, anche se quello non so cosa abbia a che vedere con il cioccolato) e non avrei bevuto bibite gasate. Sembrava più una dieta che un fioretto, ma per una bambina di 9 anni (o forse 8, non mi ricordo) era un impegno 
non da poco. Portai a termine il mio fioretto, con sorpresa di tutti e con una forza d'animo che mi invidio.
Adesso 40 giorni senza ingurgitare cioccolato in qualsiasi sua declinazione mi mettono un po' di timore.

Lasciamo stare il primo novembre. Un incubo nella mia memoria di bambina, quando venivo trascinata dalla nonna e sua sorella al cimitero a visitare tombe di chiunque avessero anche solo incontrato una volta. 
A onor del vero devo ammettere che al ritorno mi compravano sempre i ferri vecchi (dato che non so se sia un'usanza nazionale o solo locale, esplico. Qui in bassa lombarda, o forse solo qui nel Paesuncolo, per l'1 e il 2 novembre, le pasticcerie fanno dei cioccolatini a forma di martello, cacciavite, chiave inglese. Non so il perchè, ma so che si trovano solo in quei giorni)

L'ultimo dell'anno, è tra le feste che più odio. Anzi forse quella che odio di più. 
Troppe aspettative, troppi buoni propositi inutili, divertimento forzato. Troppo. Troppo.
Sarà che da piccola, passavo il Natale con la mamma e il 31 dicembre con il babbo e dopo aver visto un cartone, aspettavamo il count down sul divano guardando contenitori televisivi della domenica messi in lustrini per l'occasione e si brindava a suon di CocaCola in bicchieri slavati della Nutella. Che immagine orribile. Se non sono una fan del 31 dicembre, mi si perdonerà.

Che dire del carnevale? Se non fosse per le chiacchere, le frittelle e il fatto che a Milano grazie al carnevale ambrosiano si sta a casa una intera settimana, me ne dimenticherei, ma da piccola mi preparavo con mesi di anticipo.
La mia Mami non mi comprava i vestiti, me li ha sempre fatti lei e dei vestiti 
fantasmagorici, niente cose scrause.
Io ero mooooolto poco femminile, quindi tra i vecchi travestimenti non si annoverano principesse o zarine. Batman, Michelangelo delle Tartarughe ninja, pagliaccio, Gosthbuster e solo in quinta elementare ho venduto l'anima al diavolo e ho ceduto in favore di una alquanto banale fata turchina.

Il giorno del mio compleanno. Eh beh! Tra i giorni di festa io lo metto. Sono sempre alquanto esaltata e mia mamma ogni anno fa qualcosa per renderlo speciale.
Il mio malsano egocentrismo rende il 14 maggio una delle feste più belle dell'anno.

Si può non mettere il 13 dicembre? “Santa Lu...Santa Lu...Santa Lu Lucia, vieni qui, fermati qui, vieni a casa mia
Tutto il mio anno girava attorno al 13 dicembre e mia mamma e le sue poco credibili minacce me lo ricordavano ancor di più.
Santa Lucia ti vede e non ti porta i giochi se continui a fare arrabbiare”, 
se non mangi Santa Lucia non passa quest'anno”, “Se non fai i compiti guarda che lo dico a Santa Lucia”.
Era una minaccia tutto l'anno, ma Santa Lucia è passata ogni anno.
La storia che ci veniva raccontata era di questa ragazza promessa sposa che dopo la guarigione della madre da una malattia molto penosa, si fece devota al Signore. 
Il futuro marito, la fa convocare davanti ad un tribunale e lì lei viene condannata. 
Le vengono strappati gli occhi e poi viene decapitata.
Ai bambini si dice che se la notte dell'arrivo di Santa Lucia si alzano per cercare di vederla,lei tirerà negli occhi del malcapitato della cenere e il bambino rimarrà cieco. Non mi sembra una gran storia da raccontare ai pargoli, più felice la storia di quel bonaccione grassoccio agghindato di rosso che intrattiene rapporti non chiari con la befana.
Comunque Santa Lucia era miracolosa. Arrivava a portarmi i regali a casa e anche a scuola. 
Sul banco avevamo avuto un anno i colori a tempera, un altro un libro (gli altri non me li ricordo),sempre una vagonata di caramelle e la mensa per quel giorno speciale non ci dava il solito frutto a metà mattina, ma lo yogurt. 
Adesso in ricordo dei tempi che furono ho fatto un patto con Santa Lucia. 
Giusto per ricordare la sua presenza, il 13 mattina sul tavolo trovo sempre dei dolci.

Ferragosto...
Da quando avevo 5 anni fino ai 18 l'estate l'ho sempre passata ai lidi di Comacchio. 
Tra Lido degli Estensi e Lido di Spina.
Non passavo una settimana là, ma 3 mesi abbondanti. Avevamo (pardon abbiamo ancora) una roulotte e la portavamo in campeggio ad aprile e rimaneva là fino a settembre. 
Con mia nonna, mio fratello e mia cugina rimanevamo là e nei week end qualche genitore veniva a trovarci.
Quindi diciamo che buona parte dei miei Ferragosti li ho passati in campeggio e là la tradizione voleva che si facessero tavolate lunghisssssssime con tutti i vicini, grigliate, si gonfiassero palloncini, accendessero lucine, si cantasse, ballasse e si facesse la giusta dose di casino. 
Poi il pomeriggio era il momento dei gavettoni e la sera in spiaggia a piedi nudi. 
Da quando non andiamo più al “mio mare” (alla domanda “dove vai d'estate” la risposta che davo era “al mio mare”, poco possessiva la ragazza) il Ferragosto non è più il momento tanto atteso, quello per cui ci si prepara con una settimana di anticipo, quello per cui si va a Porto Garibaldi a prendere il pesce fresco, ma un giorno di normale e calda amministrazione estiva.

Oggi per la valle del Maira.

giovedì 11 agosto 2011

La vita non è un telefilm. Se lo ripeto in continuazione, forse me ne convinco.


Driiiiiiiin
- Pronto? Pronto? Pronto?
- Mamma,chi era?
- Non lo so. Credo sia caduta la linea.

Driiiiiiin
- Pronto?

- Mamma e adesso chi era?
- Mi sa lo stesso di prima. Credo cada la linea.
- No. Ho capito. Sono dei ladri. Vogliono capire quante persone ci sono in casa. Se richiama
rispondi con voce maschile. Io preparo il manico della scopa, tu nascondi i coltelli. Li sconfiggeremo.
- …

Driiiiiin
- Mamma ricordati di fare la voce grossa
- Pronto? (non alterando minimamente la voce)
- Chel telefono chi el funsiuna mia - una voce dal cordless
- è la nonna, rimetti in ordine coltelli e scopa. E per l'amor del cielo guarda meno telefilm.

È vero spesso penso di essere perseguitata dall'SD6 o quando ricevo un messaggio da un numero che non conosco temo sia firmato “-A”. Nei banchetti di cianfrusaglie o di antiquariato credo sempre di essere vicina a Melinda Gordon, mi spiego i momenti di déjà vu come se fossi una sorella Halliwell, bastano strane impronte a volermi far invocare a gran voce “Max Evans, dove sei”. Vedo un'ambulanza e immagino già il Dottor Ross e il Dottor Benton che all'unisono esclamano “1...2...3...LIBERA”.
Ho preso l'ascensore in ospedale e mi sono fatta film su cosa non abbiano mai visto quelle 
quattro pareti metalliche: la fine di un amore, una proposta di matrimonio, la scoperta 
di una sorella. Invidio quelli che fanno giurisprudenza, ma tendo a dimenticare che 
avvocato non è sinonimo di AllyMcBeal. 
Diagnostico la Sindrome di Münchhausen a chiunque si lamenti in continuazione di qualche 
dolorino, conosco nomi come Vicodin, Fluoxetina. So cos'è una tracheotomia, vivo nella 
convinzione che sia possibile praticarla con una penna a sfera e che sia pratica abituale. 
E ancora...ancora...ancora...
Un doveroso ringraziamento va ora al blocco di Megavideo dopo 72 minuti, grazie al quale 
riesco a mantenere una vita al di fuori della CW e della ABC.

lunedì 8 agosto 2011

Ma io che ne so?

E la domanda che riecheggia da giorni
“Che intenzioni hai per il futuro?”
Ma io che ne so?
Che ne so cosa voglio fare tra...beh, si parla di...1 mese.
Ne ho avuto tanto di tempo per pensare, ma io stoica nel mio non espormi troppo, non ho ancora deciso nulla.

Mettendo sul tavolo le opzioni, abbiamo:
1- “Si conviene che dopo una triennale ne segua la magistrale”. Ok. Ci può stare, ma COSA? Ho fatto lettere, la facoltà che fanno un miliardo di persone, la facoltà degli indecisi, la facoltà di chi ha grandi sogni e niente di concreto, la facoltà che “ricordati, non ti darà mai da mangiare”.
Qualsiasi magistrale io faccia prevede esami su esami di recupero. Perchè nel mio pasticciato piano di studi nulla pare essere inerente a una qualsiasi magistrale estratta a caso da me.
Per ora sul piatto delle lauree magistrali offerte dalla mia cara UniMi il y a: Cultura e 
storia del sistema editoriale (cioè quella che si fa quando non si riesce ad entrare a 
Giornalismo e dato che a Giornalismo ne prendono 20 ogni due anni, credo sia una facoltà 
affollata)
Scienze Cognitive e processi decisionali. Parliamone pure. Interfacoltà tra Lettere e 
Medicina. Ripeto interfacoltà tra Lettere e Medicina. Io credo di averla messa nel calderone
solo perchè ho visto Medicina. Il mio gran coraggio non mi ha nemmeno concesso di 
sognare riguardo a Medicina finito il Liceo.
Non so che piano di studi abbia, non so cosa prevede, ma ha un gran bel nome. Poi quel 
Processi decisionali sarebbe utile in momenti come questo. 
Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale. Interfacoltà tra 
Lettere e Scienze Politiche. A me cooperazione internazionale, mi fa già salire le 
palpitazioni. Mi vedo già vicino ad Obama, oppure a dirigere un incontro della FAO.
Ho visto anche Biologia Marina,ma se non voglio buttare questi 3 anni e far venire un 
colpo alla mia genitrice, è meglio evitare, anche se l'immagine di me alle Hawaii a curare 
i delfini è fantastica, nella mia mente.

2- Altra opzione. Continuare a lavorare, quando poi ho deciso cosa fare, iniziare la magistrale. In tanti sostengono che se smetto di studiare non ricomincio più.

3- Ultima opzione. Che sarebbe quella per cui tendo maggiormente. Finisco gli esami a ottobre. Decido il titolo della tesi e possibilmente prima trovo un relatore e poi in Inghilterra, tornerei a discuterla e poi ancora lassù per un anno. Al ritorno, con una conoscenza dell'inglese discreta potrei barcamenarmi, come i grandi capi desiderano in una laurea magistrale.

Ora bisogna solo discutere con i finanziatori dei miei progetti e vedere cosa ne pensano.

Certo, quelle antipatiche delle mie amiche dall'alto delle loro decisioni già prese non sono molto d'aiuto. Una andrà in Germania, le altre due si sono già iscritte a una magistrale e l'altra, beh, l'altra si sposa.

Che ne sarà di me? Lo scopriremo solo vivendo, comunque adesso ho un po' paura.


sabato 6 agosto 2011

Ma troverò l'uomo della mia vita?

Studio sociologico PERFETTO

S: Allora ci sono 6.700.000.000 miliardi di persone al mondo.
K: Togli 3 miliardi e mezzo di donne, arriviamo a 3.200.000.000 di uomini al mondo.
G:Togli i preti. Togli i monaci. Togli gli eremiti. Togli i gay. Togli i transessuali. Togli quelli che sono gay e non lo sanno (perchè sono certa che lo scoprirebbero proprio quando mi ci metto insieme), arriviamo a dimezzare e arriviamo a 1.600.000.000 uomini potenzialmente interessati a me.
M:Adesso dividiamo in fasce d'età. Ne facciamo 5. 0-20, 20-40, 40-60, 60-80, 80-100. Diciamo che aspiro solo alla fascia d'età 20-40. Arriviamo a 320.000.000.
K:Adesso togliamo i criminali, i mafiosi e i terroristi.
G:Togliamo quelli sposati perchè sai: “non fare alle altre quello che non vuoi sia fatto a te” (e qui ci giochiamo Argentero)
M: Togliamo quelli che non credono nella parità dei sessi e vogliono una geisha o una moglie da coprire o una moglie da esporre solo come trofeo.
S: Togli i cannibali.
M: Togli gli eschimesi, non per razzismo, ma io non andrei mai in giro trainata da una slitta a mangiare foche coperta da una pelliccia. Adesso togli quelli che pensano che Italia sia uguale a “PizzaMafiaMandolino”.
S: Bene, arriviamo più o meno a 100.000.000 uomini in tutto il mondo liberi da vincoli religiosi, matrimoniali, penali o con abitudini bizzarre.
G: Prossimo passo. Togli gli antipatici, i mammoni, i nerd, i traditori, i narcisi, gli sboroni, quelli che fissano le tette, quelli che votano "quello là", i sociopatici, gli ipocondriaci, gli analfabeti, gli imbranati, quelli che credono nell'unico dio PlayStation, i Casanova, i possessivi, i fan del Bunga Bunga.
K: Togli quelli che non vogliono una famiglia, i fanatici, quelli che si sentirebbero inferiori se io guadagnassi più di loro, quelli che odiano gli animali, quelli che tirano coca per fare i fighi, togli quelli che pensano che piangere non sia una cosa da uomini.
M:Togli quelli che fanno i pagliacci nei circhi, sono terrorizzata. Togli quelli che d'inverno scalano il K2 e d'estate risalgono il Niagara in kayak. Togli quelli che non hanno mai cucinato, lavato, stirato.
S: Togli quelli che di punto in bianco partono per l'altro capo del mondo. Ah,togli i commessi di Abercrombie, le quindicenni infoiate non sono un avversario semplice.

M: Frena. Siamo a 0.


M,K,S e G: Caz**!

La conclusione vien da sé: se Jonh Smith fosse reale...

mercoledì 3 agosto 2011

Max, ma che dici? Questione di interpretazione.

Quando ero alle elementari adoravo gli 883. Cantavo e ballavo ripetendo “nella notte, un ritmo che ti prende, nella notte”. Giocavo ad immaginarmi che Max Pezzali fosse mio fratello (il ruolo di marito era già occupato da Nick dei Backstreet Boys). Urlavo a squarciagola “Gli anni d'oro del grande Real. Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph. Gli anni dei Roy Rogers come jeans” ignorando totalmente cosa fosse il Real, Happy Days, Ralph Malph, Roy Rogers, ma mi piaceva troppo (e come si può sentire, mi piace ancora)
 
  Parma, 31 ottobre 2008 <3

“Gli anni” fu anche il mio primo cd. “La dura legge del gol” ce l'avevo su cassetta. Una cassetta gialla, fantastica. 
Appena uscì “Io ci sarò” entrò subito in vetta alla mia personale classifica (in seconda posizione si trovava Elio con “La terra dei cachi” e a chiudere il podio Jovanotti “bella come una mattina d'acqua cristallina”).

L'amore per Max non è mai finito. Si sono aggiunti altri cantanti, ma il primo amore non si scorda mai e la cassetta “Jolly Blu” macinata e stramacinata nel mio registratore lo sa bene, così come lo sanno le lacrime versate per "Se tornerai" e il dire "vuoi la bicicletta e poi, pedalare ca*** tuoi" random.

Finita l'epoca 883 sono arrivati altri cd, tutti disposti in rigoroso ordine nella mia camera.
Grazie Mille (e il gioco della slot macchine)
1 in +
Il mondo insieme a te (credo che sia proprio la canzone che da il nome al cd ad avermi creato aspettative ALTISSSSSSIME verso il mondo maschile)
TuttoMax
Time Out
e adesso Terraferma.
Non dirò nulla sulla tenuta sanremese, perché anche se non lo conosco “io a Max ci voglio bene” 
3 maggio 2011 - Palabam di Mantova
Ora però qui urge un chiarimento.

“Questo cielo di pianura non è mai blu veramente, può essere più o meno grigio a volte azzurro chiaro, ma molto raramente, come l'anima di chi ci vive per sua scelta o suo malgrado, come l'ombra di un amore perso, ma mai veramente dimenticato”

Max, perché? Tu vieni da Pavia, non dalla Sardegna! Perché intristire così gli abitanti della valle del Po?


Condivido l'ammòre per Max con una delle mie migliori amiche e quando l'ho interpellata su questa frase,
lei è subito intervenuta con un'analisi linguistica/grammaticale che lasciava molto spazio alla fantasia, sostenendo che mettendo delle virgole al posto giusto, l'interpretazione è diversa. Bah!

Per la plebaglia come me invece trattasi di metafora con più termini di paragone. “La fragola è rossa come il pomodoro, come il sangue.” Sono d'accordo, non viviamo nell'angolo più bello d'Italia, ma siamo felici anche qui...(ogni tanto).
Max, nel prossimo cd chiedo una canzone-elogio per chi sopporta la nebbia, per chi è lontano sia dal mare che dalla montagna, per chi mette l'articolo davanti ai nomi propri, per chi toglie il piumino solo a marzo, per chi vede raramente il cielo azzurro.

martedì 2 agosto 2011

Rentrèe à la maison

E adesso inizia il bello...Si apre ora il periodo “su, decidi cosa vuoi fare da grande”.
Nemmeno il tempo di far sbiadire la tintarella, di far asciugare il salviettone steso che ecco che si
presenta QUEL varco. 
Non è un bivio, lì avrei solo il 50% di sbagliare, qui è una rotonda con 28 uscite e una sola certezza: prenderò l'uscita sbagliata! Perchè non posso fare l'alpina? Torno con la mente alla mia settimana passata, dove tutto sembrava potersi sistemare “più avanti”. La sera nessun magone pensando al futuro,solo sonno profondo sul dondolio delle onde. I miss you, Boat.
Guardando il mondo da un oblò
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