Pagine

martedì 27 marzo 2012

Pillow talking

Lui: Ehi, cos'è questo silenzio?
Io: Niente, pensavo
Lui: Ah
Io: è strano,sai. L'anno scorso mi avresti detto "e cosa pensi? Dimmelo così ci pensiamo in due e finiamo prima" invece adesso rispondi con "ah"
Lui:  io ora ho paura di quello che pensi

TicTacTicTacTicTac
Il nostro tempo sta finendo, l'ossigeno nelle nostre bombole anche e la volontà di venirsi incontro segue a ruota.
Cosa ci succede? Fermiamoci. Fermiamo tutto, usciamo dall'abisso per ricominciare a respirare a pieni polmoni. Aiutami tu, perchè sai che io non ne sarei capace.
E per piacere, ti prego, torniamo a ridere di tutto.

Ed è quando mi trovo a far paragoni tra un biscotto nel latte e la nostra relazione che capisco che dev'esserci qualcosa che non va. E la conferma ce l'ho nel momento in cui  fotografo il biscotto.

domenica 25 marzo 2012

XX giornata FAI di primavera


Mantova. Perchè da Paesuncolo ci vogliono solo 40 minuti di treno.
Mantova. Perchè avevamo voglia di cambiare aria.
Mantova. Perchè non si può aver visto 3 volte il Louvre e solo una Palazzo Te e Palazzo Ducale.



- Guarda, una sposa
- Ah
- Bel dialogo
- Non sono a mio agio con certi argomenti
- ??







mercoledì 7 marzo 2012

Questione di prospettiva


- Quanto fa figo dire che conosco una persona che conosce la Regina Elisabetta?
- No. La tua ex professoressa madrelingua inglese ha sposato un membro del parlamento inglese, che avrà visto qualche volta la Regina Elisabetta. É leggermente diversa la cosa!
- Ti odio

lunedì 5 marzo 2012

Il caschetto giallo

"Studio per diventare un fonico ad alti livelli. Perchè sai, il fonico tiene in piedi in concerti. No, non faccio il rigger, loro montano i palchi, io semplicemente sono lì come elettricista, ma è solo per entrare nell'ambiente, io voglio diventare il responsabile del suono. Amo il check sound. Tutto gira attorno a una persona e non il cantante in questione o la sua band ma è l'ingegnere del suono, tutti gli occhi sono su di lui.
Prima? Prima è una frenesia, io tiro i cavi per l'impianto audio, poi c'è chi monta il palco, chi installa i fari, chi pulisce, chi copre il parquet dei palazzetti, chi corre. Un concerto inizia quando arrivano i camion con lo scheletro del palco. Da lì inizia un concerto. Quando poi l'artista sale sul palco non lo so, ma è come se ci fossi anch'io. Un'adrenalina da far paura. Si come se ci fossi anch'io su quel palco.
No, io faccio l'università, quello è un lavoro occasionale in inverno, molto più spesso in estate, lì c'è da divertirsi davvero. No, io non ho mai seguito un intero tour, è il mio sogno, un tour mondiale come quello lo sognano in tantissimi. Io lo faccio a chiamata. Non è questione di soldi, non lo faccio per quello, lo faccio per chè ho un obiettivo. Si, quella che è successa è una disgrazia. Anche a Trieste, una disgrazia. Vuoi che ti dica che abbiamo tutti scarpe con la punta in acciaio e il caschetto? Se vuoi te lo dico, perchè quelli che montano ce l'hanno davvero il caschetto giallo, ma se ti cade un'impalcatura da 500 chili addosso cosa ti fa un caschetto giallo?credi che ti salvi la vita?
No, io non ce l'ho. Io sono un elettricista lì. Lavoriamo tutti insieme perchè una corsa contro il tempo. Se prima montassero il palco, poi luci, poi suono, poi impiantistica, ci vorrebbe una settimana. Si, lì si lavora di notte. Fuori silenzio, mentre lì dentro si costruisce dal niente una macchina per i sogni.
Io voglio diventare il responsabile del suono di grandi eventi. Sto studiando per diventare un ingegnere del suono.
Mia mamma si è spaventata a dicembre, le ho detto che era una fatalità. Stamattina mi ha detto che non mi lascerà più andare in giro a montare dei palchi, troppo pericoloso e lei non vuole sotterrare suo figlio, le ho spiegato che io non monto i palchi, ma per lei non cambia. Appena inizieranno i tour estivi ricomincerò e lei me lo lascerà fare, perchè io ho quel sogno.
The show must go on? Una cazzata. Poi adesso sarà tutto sotto sequestro per un po'. Il tempo di riflettere. Fermiamoci un momento. Glielo dobbiamo, no?
Ah, posso dire una cosa che non mi hai chiesto? Hanno scritto che giravano le foto con l'impalcatura al suolo e la pozza di sangue. È vero? Che schifo! Ma puoi scriverlo "che schifo"? Non scrivere è una vergogna o altre cose. Scrivi proprio "che schifo".

lunedì 27 febbraio 2012

Coperta da frange, perle bianche e piume


- Ma a Milano la quaresima dura di meno? Quindi anche i fioretti! Dovevo trasferirmi a Milano per l'asilo, non per l'università!
- Vestitevi
- Mi serve la matita nera
- Appena Lara Croft ha finito di fare la barba a Gighen te la porto
- No! Non con la mia matita della Collistar!
- Troppo tardi
- Mi si è staccato un pezzo di vestito
- Cavolo, Mr Liberty, è la terza volta che ti sistemo le spille
- Il mio cilindro dov'è?
- Chiedi ai maschi
- Mi hanno detto di chiedere a voi
- Prova in cucina
- Indiana Jones ha trovato la frusta?
- No, sta girando con il tutù del Cigno nero in testa
- Chi mi fa lo chignon?
- Vai da Audry Hepburn, per me lei è capace
- Ehi, ballerina di charleston chi ti ha truccata?
- All by myself
- Vieni qui subito sembri una matta
- Ma il mio cappello? Capite che se non trovo il cappello io non ho ragione di esistere? Quale cappellaio matto non ha il cappello?

mercoledì 22 febbraio 2012

Ore 8.30



- Stamattina mi sono innamorata del conducente del bus.
- Io del poliziotto in tenuta anti-sommossa fuori dalla metropolitana
- Ah bello
- Anche il tuo

Professore arrivato. Lezione iniziata. Due ore di silenzio, di penne che scorrevano frenetiche su fogli sciupati.

domenica 19 febbraio 2012

Milano. Odi et Amo

Il mio rapporto con Milano è sempre stato fatto di odio e amore.


Da piccola era la città sconosciuta e misteriosa che si portava via la mia mamma tutte le mattine, poi con il liceo è arrivata l'idea che quella città a 100Km da qui fosse la soluzione. "Là c'è tutto!".

Milano era l'aspirazione per uscire dalla dimensione ristretta della provincia.

Adoravo l'idea di andare a vivere in quella grande città per l'università. Elettrizzata da quella prospettiva.

Vivere lì mi è piaciuto tanto inizialmente. C'era sempre qualcosa da fare senza rischiare di ripetersi mai. Musei, negozi, manifestazioni, convegni, posti con cibi mai provati.

Gente nuova ogni giorno, mezzi pubblici. Come essere al centro del mondo. Settimana della moda, settimana del design, settimana del mobile. Pittori sui navigli. Mercato dei fiori. Fiera del libro usato. Esposizioni all'aria aperta. Attività organizzate in Parco Sempione. Persone sempre viste in tv come irraggiungibili, come se vivessero su un altro pianeta presentavano i loro libri o i loro cd nelle librerie davanti a persone che non erano affatto stupite come me nel vederle lì.

Dopo 2 anni e mezzo iniziavo a sentirmi persa in quella città. Troppo grande per me. Volevo tornare a casa. Casa mia, dove tutto è più piccolo, dove si fanno sempre le stesse cose, perchè non c'è molta varietà, dove si scivola facilmente in una rassicurante routine. Il sabato si  va sempre lì. A far la spesa si va sempre lì. Il martedì si va lì a prendere la pizza. Certo è sempre Paesuncolo: tu sei per come ti vedono gli altri, ma è comunque casa.

Così ho deciso di passare 3 ore al giorno in compagnia di Trenord, ma ogni sera calarmi di nuovo nei miei panni, che sono quelli in cui mi trovo meglio.


Questioni universitarie mi vogliono però quotidianamente a Milano in lotta perenne con ciò che amo e ciò che odio di questa città.




MilAMO

Piazza del Duomo alle 7 di mattina, il deserto e una luce opaca, diversa.
Le colonne di San Lorenzo la sera, piene di vita, piene di gente che ride sguaiatamente. Di gente felice che balla su una panchina. Amici seduti vicini che si raccontano la vita con in mano qualche bevanda colorata.La metropolitana. Io AMO follemente i viaggi in metropolitana. Muovermi velocemente tra le stazioni di scambio. Non c'è niente da fare, io adoro “il metrò”

Il parco di sant'Eustorgio. Ore passate a studiare lì. Un telo, un gelato e via.

La biblioteca dell'Università. Odora di libri vecchi. Banchi enormi di legno. Gente che studia, che fa il cruciverba o il sudoku su Leggo, che prova qualche approccio che regolarmente finisce con i vicini che all'unisono esclamano "SHHHHHHT".

Passare per via Solferino e immaginare il mondo che c'è lì dentro, che bello che dev'essere e dopo un sospiro virare per la mediateca di Santa Teresa e tornare a contatto con la mia piccola realtà.
Metro, Leggo, City &CO, fedeli compagni.
Le manifestazioni. Ci sono orde di manifestazioni. Manifestazioni di qualunque genere, a difesa di qualsiasi causa. Trovarsi in piazza del Duomo a cantare "Il cielo è sempre più blu" con centinaia di persone in un giorno di sciopero generale è un'esperienza da ripetere.
La focaccia allo stracchino vicino Lambrate, o le ciambelle in pieno american style di Arnold, o il brunch della domenica in porta ticinese, i beberoni alla frutta della signora brasiliana in Cantore, i cioccolatini di Corso Genova, la crostata alle fragole (sicuramente OGM) di Princi.
I palchi in piazza del Duomo. Perchè portano alla domanda "chi ci sarà stasera? va beh, passo così vedo"
Lo sconto studenti alle mostre.
L' Esselunga ovunque e le sue lasagne pronte. Le lasagne pronte più buone che ci siano!
I negozi impensabili. Negozio solo di palloncini, o solo di adesivi giganteschi per pareti, o solo di bottoni, o il sushi esclusivamente take away.
I tifosi del Bayern Monaco in trasferta che inneggiano canti improbabili con boccali di birra in mano.
I turisti che San Babila chiedono dov'è il Duomo.

MilODIO
L'odore di smog. Forte. Esagerato.
Non riuscire ad ottenere alcuna informazione stradale: “non sono di qui” è la parola d'ordine. Trovare un milanese a Milano pare sia un'impresa.
Il cielo. Di notte il cielo non è mai buio. Sempre tra il rosa e l'arancione.
Il caos che genera la pioggia o la neve. Bastano poche gocce ed è il finimondo per le strade e non. In caso di maltempo a Milano ci si sente in diritto di essere antipatici.
Il rumore. Non c'è mai silenzio. Macchine, ambulanze, botti, urla, televisioni troppo alte, etc.
Guardar fuori dalla finestra e incontrare un palazzo più alto di quello in cui sei. Non c'è orizzonte a Milano.
Le distanze. è tutto rigorosamente dalla parte opposta in cui ti trovi.
La stazione Centrale (solo un giorno l'ho amata tanto, più del dovuto)
Quello che le estetiste intendono per ceretta all'inguine (dopo una ricerca sul campo è accertato che è un problema delle estetiste di Milano)
La soggezione che mette la scalinata del Tribunale nonostante una fedina penale pulita





martedì 7 febbraio 2012

Happy b day, Charles!


I loved her simply because I found her irresistible. I loved her against reason, against promise, against peace, against hope, against happiness, against all discouragement that could be.

(da Great Expectations)



giovedì 2 febbraio 2012

Ti ho lasciato due cosine da fare


Qui vige la regola del post it.
Quando la mia matriarca al mattino esce per andare al lavoro, lascia minacciosi post it sul tavolo della cucina. Non c'è niente da fare, è un'esperta, potrebbe redarre un codice di comportamento su come un buon post it vada scritto.

Lei stila liste di cose da fare e quando a metà mattina telefona e io timidamente obietto parte in difesa con un "dormivi e non volevo svegliarti, così ti ho scritto due cosine da fare".
Certo, perchè se fossi stata sveglia avrei tirato in ballo qualche articolo dei diritti inviolabili dell'uomo alla seconda mansione!

Due cosine da fare? What the hell?
Quando ancora dormiente varco la soglia della cucina e intravedo il quadratino di carta bianca ogni volta sottovaluto cosa comportino quelle tre o quattro righe: mansioni eterne, si celano dietro poche righe.

- Fai la spesa
Poche lettere, tempo infinito.
- Pagare tasse dei rifiuti
 Altra mansione che potrebbe sembrare una banalità, ma la parola POSTA non va d'accordo con l'affermazione “dieci minuti e torno” sebbene l'ufficio postale disti 150 metri da casa.
- è giorno di raccolta differenziata
Questo implica che debba preparare i sacchi da portare giù la sera. Schiaccia la bottiglia, separa il tappo, sciacqua i vasetti di latta, vetro o plastica, cerca i volantini sparsi per casa.
- Metti via il bucato
Sintesi geniale! Dato che il bucato è in lavatrice ciò comporta che io prima lo debba stendere, poi ritirare, piegare e solo in ultimo mettere via.
- Sistema un po' la casa
??
- controlla se c'è qualcosa vicino alla scadenza e mangialo

A tradimento poi in fondo ad ogni post it scrive un bacio/un abbraccio/ti voglio bene.

martedì 31 gennaio 2012

Dolce far nulla


Lei's text: Hanno regalato ai miei genitori un buono per un giorno intero alle terme di Porta Romana, anche un messaggio di un'ora. I miei non vogliono andare. Tira fuori un costume e prima che ci ripensino domani andiamo io e te. Ci troviamo alle 10 in Duomo e andiamo, poi la sera usciamo per le 23 e dormiamo da te.

My text: Ci vediamo domani alle 10 in Duomo




Potevamo esimerci dal fare foto idiote?

domenica 29 gennaio 2012

Dear Vanity Fair,

Ma cosa combinate?

sabato 28 gennaio 2012

Il fiore più bello

Lui qualche volta mi ha regalato dei fiori. Una sera arrivò sotto alla redazione con un mazzo di gerbere fucsia miste a sensi di colpa. A. mi regalò una pianticella durante una passeggiata sulla fiera dei fiori ai Navigli, esalò il suo ultimo respiro dopo una settimana, un po' come il nostro rapporto singhiozzante. E. ai giardini in centro a Paesuncolo raccolse una margherita, non riuscii proprio a fingere che gradivo quel gesto, molto poco spontaneo, molto poco vero. P. il mio primo e grande amore, mi fece un fiore con un pezzo di carta colorata. L'ho tenuto per tantissimo tempo in un libro, ora ho perso le sue tracce, chissà in quale libro era.



Il fiore più bello che mi sia stato regalato non è arrivato da un fidanzato, ma da uno sconosciuto. Il primo semestre del secondo anno di università andavo a lezione, sul lunghissimo viale c'è un chioschetto verde di fiori. Io come sempre cavalco sul mio passo svelto e lo sguardo già proiettato al semaforo. Arrivo vicina al chiosco e il fioraio, un uomo di colore sulla cinquantina, sta sistemando i vasi e intanto guarda verso di me. Mi avvicino e il suo sguardo è sempre fisso su di me. 

Mi fa un gran sorriso, prende un mazzettino di lavanda e si alza proprio mentre sto passando.
- La lavanda è per te, però prometti di finire il viale con un bel sorriso.

A volte basta davvero poco per rendere migliori certe giornate.







giovedì 26 gennaio 2012

...


L'idea di te veloce com'è arrivata se n'è già andata.
A settembre non sbarcherai urlante in questa famiglia di matti, scalciando di qua e di là, non ci farai entrare nel vortice dei tuoi bisogni, non entrerai di prepotenza nelle nostre vite per cambiarle radicalmente.
Questa famiglia sentimentalmente scomposta ti avrebbe riempito di amore fino a farti scoppiare, sai.
Immaginarti mi faceva sorridere, pensare a che carattere avresti avuto, a quando ti avrei retto il gioco e tu avresti pensato "ho una zia grandiosa". Mi ero già affezionata a te, troppo presto. Pensavo a tutte le cose che ti avrei insegnato e quante ne avrei imparate io da te.

Invece adesso chissà su quale isola lontana sei. Ti stavamo per preparare un mondo e invece non ci sei più.
Avremmo ripreso le tue prime parole, i tuoi primi passi e avremmo appeso i tuoi disegni sulle ante degli armadi facendoti credere che fossero capolavori, ti avremmo amato tutti in modo viscerale.

Lei ti amava già. Era terrorizzata, ma a vent'anni lo sarebbe chiunque.
"Cosa potrò dargli? Non avrà un papà. Non ho un lavoro."
So che non ti sei fatto spaventare da quelle frasi, erano le frasi di chi ha paura, ma quando la paura è passata tu eri la ragione di tutti quei cambiamenti che aveva in mente.

L'hanno chiamata gravidanza ectopica per confonderci le idee, invece tu hai pensato che non fosse il momento per venire al mondo, in questo mondo. Hai deciso di darle il tempo che fin ora ha buttato. Hai rinunciato alla vita che avresti avuto per permetterle di riscoprire la sua, di sognare e rincorrere quei sogni.
Hai avuto il coraggio che Lei non aveva avuto.
Ora ovunque tu sia stalle vicino, ne ha bisogno.

Ciao Ometto!


"Now there's a way and I know that I have to go away"

sabato 21 gennaio 2012

Inverno


Rimani, vedrai la neve se ne andrà domani e rifioriranno le gioie passate 
col vento caldo di un'altra estate.

giovedì 19 gennaio 2012

Ho un fratello

E quando uno di 26 anni (ad aggravare la situazione sottolineo quasi 27) rientra dalla spesa con ciò, quale può essere il commento?

martedì 17 gennaio 2012

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?



Che la mia vita fosse un circolo lo si era già percepito. Tutto, prima o poi, torna.
Ora sui nostri schermi dopo il di Lui ritorno eccone un altro: la mia vita da stagista!
Stesso posto, mansioni differenti e maggior autonomia.

We'll see!

mercoledì 11 gennaio 2012

Dovrei smettere di tentare di raccontare i sogni


Ti dico che lei aveva un cilindro in testa e lui era seduto su una zucca, ma una zucca vera. E c'era Chris Martin che in piedi su un'altra zucca suonava. Nessuno si accorgeva di Chris Martin che parlava un italiano fluente mentre suonava la fisarmonica. Sai, Io da piccola avevo una fisarmonica nera, mia mamma un giorno me l'ha messa in alto su uno scaffale così che non potessi più arrivare a prenderla, perchè soffiavo come una matta in quella fisarmonica nera lucida. Ora quel mobile non l'abbiamo più, chissà dov'è la mia fisarmonica.
E lei oltre al cilindro aveva un mazzo di funghi in mano, un bellissimo mazzo di funghi. E Chris Martin suonava la fisarmonica. E lui era seduto su una zucca.

domenica 1 gennaio 2012

Entro marzo mi abituerò a scrivere 2012 nelle date. Ecco il buon proposito!


Avrei voluto mettere una foto di me e Lui. Cause di forza maggiore, nessuna foto di me e Lui.
Buon anno, Lettore/Lettrice!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...