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martedì 18 settembre 2012

Insieme siamo parole, lacrime e sorrisi

- Andiamo a Mantova per il festival della letteratura?
- Chi c'è?
- Non lo so. Andiamo e lo scopriamo.
- Mmmh. Andiamo a Venezia?
- Ti stai allargando. Mantova è a un'ora di strada, Venezia no.
- A Venezia c'è la Biennale
- Quindi alla fine stiamo a Paesuncolo?


Queste erano le premesse a 15 giorni in cui la mia quotidianità era con Lei, che è stata la mia quotidianità per 13 anni.

Così tra qualche mojito, una cena di classe delle elementari, fuochi d'artificio guardati con occhi incantati, discorsi farlocchi, progetti futuri accennati, ore in macchina perchè c'erano ancora troppe cose da dirsi, strutture bizzarre a Venezia, bar fantasmagorici sul mantovano i nostri 15 giorni sono passati e Lei è tornata a Roma per l'università.

L'ho lasciata non del tutto convinta sulla mia magistrale. Le ho ribadito che sono sicura. Lei dice che dovrei osare di più e poi rimane zitta, forse per convincermi o forse perchè sa come sono fatta e io il suo coraggio non ce l'avrei, io non sarei in grado di vedere mia mamma ogni tre mesi o anche ogni due.

Io nonostante i suoi "non mi prenderanno mai" la spingo a inviare la domanda per andare a Hong Kong due anni, poi mi ricordo che l'ultima volta che l'ho spinta a fare qualcosa che credeva troppo difficile per lei si è trasferita a Roma, ma caccio via quel pensiero e compilo quel modulo con lei. Terrorizzata che possa andare ancor più lontana.

È sempre così tra noi, sembra che lei creda di più in me di quanto lo faccia io. E io credo molto di più in lei di quanto non faccia lei. Ci sproniamo a far di più, a provarci, tanto l'altra a raccogliere i cocci ci sarà sempre, no?


martedì 11 settembre 2012

Dialoghi pre-cena


Discussione innescata in questa tranquilla dimora da G Day.
Il gioco è indovinare di che anno si tratta partendo da quattro indizi. A Sanremo si canta Siamo Donne; prima puntata dei Simpson in Italia; Fede dà l'annuncio dell'inizio della guerra del Golfo (e un altro che non mi ricordo)

Me: Cavolo, avrei detto 1990, non 1991. Facevo iniziare un anno prima la guerra del Golfo.
Fratello: Guarda che i Simpson in Italia sono arrivati lo stesso anno in cui è morta Lady D. 1991.
Me: Lady D, non è morta nel 1991
Fratello: Si invece. Io lo so. Sono sicuro. Lo dicono in un film.
Me: Ma va! Eravamo in campeggio a Comacchio quando è morta. Per me o 95 o 97
Fratello: Nooooo. Mooooolto prima.
Mater: Anche per me prima del 1995
Me: Ma siete tutti e due fusi? Se è morta che avevo 2 anni potrei ricordarmi dov'ero?
Mater: Però adesso mi pare di ricordare che fossimo davvero al mare. Si, c'era anche tua zia mica normale
Me: Ecco, vedi!
Fratello: Ma io lo so! Googlalo!
Me: AH! 97. Chi aveva ragione, su, su chi aveva ragione e chi torto? Dillo! Dimmi che avevo ragione!
Mater: Zitta. Tu invece vai a prendere la pizza.
foto dal web

venerdì 7 settembre 2012

E settembre è iniziato


I miei anni da sempre iniziano a settembre. È settembre dove si volta pagina, dove si cambia qualcosina, dove si prova a sistemare le falle.
Settembre e la sua pioggia incessante hanno bagnato i miei progetti. Bene. Forse cresceranno più sani e forti. La pioggia fa bene, no? Così dicono.
Settembre mi riempie di promesse, di idee e di buona volontà. È un mese che ho imparato ad amare.
Settembre è il mese degli inizi è il mese da riempire di buoni propositi che poi rimarranno lì, ma è questo lo scopo dei buoni propositi.
Anche quest'anno settembre di novità ne ha portate e ne porterà, lo so.
Crescere.
Yap! Quella è un'altra novità di settembre. La corsa!

martedì 28 agosto 2012

Motivo n°1



È un motivo sufficiente per rompere un'amicizia che dura da 7 lunghissimi anni?
Credo di si, anzi sicuramente SI, non sa chi sia Ryan Gosling.

Eh, non ce l'aveva scritto nel libretto informativo quando l'ho scelta come amica.

Che Hollywood la perdoni perchè non sa quel che dice...è bionda.







Da "mymovies.com"
Da "Panorama.it"

giovedì 23 agosto 2012

Intanto che / nel tempo in cui / nel momento in cui

Mentre aspetto la salvifica Beatrice
Mentre LeiM è triste. Per tutto.
Mentre il caldo mi vuole uccidere lentamente, senza alcun rispetto
Mentre per la prima volta compilando un inutile questionario per l'UniMi barro la casella laureata e gongolo, ma come gongolo
Mentre mi innamoro del ritorno di Batman.
Mentre mia nonna mi racconta balle e mia mamma è convinta che le stia tenendo chissà quali grandi segreti
Mentre l'odore di Dove è l'unico sollievo
Mentre l'ipercoop è il mio sogno proibito
Mentre anche iniziare una nuova serie tv sembra troppo stancante
Mentre taglio mozzarella per il riso freddo
Mentre i pomeriggi sono caldi, lunghi, infiniti, sudati
Mentre imploro inutilmente amiche, parenti e anche conoscenti di venire con me a Campovolo il 22 settembre
Mentre mangio ghiaccioli arancioni e rosa come se non ci fosse un domani
Mentre leggo documenti emanati dalla UE senza capirne nulla
Mentre rivoluziono Uzzo il blogguzzo
Mentre guardo il catalogo on line di ZaraHome e penso che un giorno lontano avrò una casa mia
Mentre il bambino dei vicini impreca in napoletano stretto e non ho le energie necessarie per cercare di tradurre
Mentre chiamo Papà per sapere come siamo messi con le isobare

Mentre ero impegnata in tutto ciò credo di aver deciso cosa fare dei prossimi due anni della mia vita.
Ma è una cosa tra me e Mater per ora. Al resto del mondo aspetto ad annunciarlo. Ancora un po'. Voglio che resti una cosa mia e solo mia ancora per un po'.

giovedì 16 agosto 2012

Gruppo vacanze Piemonte

Quest'anno ero partita con l'idea del Salento. Convintissima. Andiamo in Salento!
Poi nonostante io mi cimentassi cantando Vieni a ballare in Puglia e i Sud Sound System nessuno ha dato seguito al mio spunto (o forse è proprio a causa dei miei tentativi canori che l'idea del Salento è morta sul nascere).



Così eccoci al fresco. Mentre da Paesuncolo giungevano telefonate incendiarie noi ci svegliavamo avvolti dalle coperte e ci infilavamo velocemente la nostra felpa.


Che poi è la stessa montagna di QUI e QUI. Se la casa è là, è là.

Quest'anno la casa è stata crocevia di storie normali e particolari, di accenti sparsi e di troppo cibo.






E anche per quest'anno il sole cala sulla montagna.
C'è da fare. C'è da decidere. C'è da discutere. C'è da affrontare.
Ma prima mangio un dronerese, così poi le decisioni si prendono meglio.


Ho pensato di non firmare più le foto. Secondo molti siti è un'operazione inutile, poichè basta poco per toglierla. Data la qualità scarsa delle immagini, tanto vale.

lunedì 30 luglio 2012

Tutti commentano le olimpiadi e io?

Bene, commentiamo i frammenti di discipline olimpioniche che ho visto grazie al frenetico cambio di regia della RAI.

Ho visto ben 3 minuti di tiro al piattello femminile e ho pensato che io mi spaventerei ogni volta che qualcuno fosse in procinto di premere il grilletto, dato che mi spaventavo seduta al tavolo della cucina. Non fa per me.

Sempre nell'ordine di 3 o 4 minuti ho visto la ginnastica artistica e ho pensato che dev'essere bellissimo saper fare quei salti, quei giri. E che sono poco più che bambine le atlete e sono elegantissime, bravissime e che dopo ogni esecuzione si abbracciano mille volte.

Qualche minuto di judo e ho capito che in 23 anni non mi ero mai posta la domanda "com'è il judo?" e ora ho capito che preferisco il sumo.

2 punti della nazionale maschile di pallavolo. E chissà perchè quando giocavamo a scuola il campo mi sembrava così grande, invece quei 6 giocatori riuscivano a farlo sembrare minuscolo e le battute prendendo la rincorsa, poi salto e una sberla che nemmeno Shiro, QUEL SHIRO. Che bella la pallavolo, anche se rimane una leggera preferenza per la pallavolo femminile.

Kayak che dev'essere una cosa splendida, uno sport che ti dà una botta d'adrenalina ad ogni ostacolo (si chiameranno ostacoli porte?).

Dressage. Ora, io e l'equitazione siamo mondi che non hanno mai avuto contatti (è l'equitazione ad avermi scrupolosamente evitata) ma io ho sempre immaginato che alle olimpiadi ci fossero specialità come il salto agli ostacoli, non una gara di portamento per cavalli. Ecco, questo sport non mi ha per nulla entusiasmato, anzi una noia mortale.

tuffi mi piacciono tanto, soprattutto di squadra. Volevo sorbirmi almeno un'ora di tuffi, non ho fatto in tempo a capire nemmeno il sesso degli atleti che sbam, cambio di regia.

Ciclismo. Premetto che ho passato anni e anni a guardare il giro d'Italia con mia nonna e quando il Giro fece tappa a Paesuncolo noi eravamo là a guardare l'arrivo.
Detto ciò credo che Davide Cassani possa riempire 24 ore parlando di ciclismo, ma le cadute e l'acqua torrenziale che impediva anche di riconoscere le divise erano un chiaro deterente...CAMBIATE REGIA. Mandate in onda il ping pong. Io non ho ancora visto 30 secondi di ping pong!

Scherma. Che bello. Non è uno sport come la pallavolo, non ci si può improvvisare in spiaggia o in un cortile tutti quei caschi, i fili, le pettorine elettroniche. Luce rossa, luce verde, luce bianca. Già il fatto che il giudice impartissea ordini in francese dava ancor di più regalità a questo sport.
Ci ho messo minuti e minuti, aspettando e sperando che Montano levasse il casco per capire cos'aveva scritto sui capelli.

Il nuoto. Il nuoto vivo nella convinzione che sia uno sport bello se lo vedi in televisione.
Ho sempre avuto un pessimo rapporto con il nuoto, anzi più che con il nuoto avevo un pessimo rapporto con uscire di casa con il costume sotto ai vestiti, la doccia gelida prima di entrare, l'odore di cloro di cui s'impregna TUTTO, quando si esce doccia veloce niente manfrine c'è coda, asciugarsi i capelli sotto un phon fisso e darci sotto di 0,10 centesimi, accorgersi di aver dimenticato le mutande a casa, nudità condivisa con il resto dello spogliatoio, vestirsi quando non si è ancora completamente asciutti, accorgersi di aver ancora su le ciabatte di plastica quando hai già preparato la borsa, uscire dopo 3 ore dall'arrivo e aver passato 45 minuti in vasca. Ah, il dettaglio di peli sempre fatti è un cruccio non indifferente!



Mentre pensavo a ciò ho visto l'uomo della mia vita.
No, non è il francesce che Vanity Fair da mesi annuncia come il più figo dell'olimpiade Camille qualcosa (che poi sarà anche perchè la mia mente contorta lega il nome Camilla alle bimbe bionde con i codini e i fiocchi che saltellano e cantano).





Lui è invece tale Christian Sprenger australiano, argento nei 100mt a rana.
Ecco prove visive a sostegno della mia tesi.

Eh! Ora devo solo aspettare che anche lui capisca che non si può ostacolare questo amore ed è fatta.

Perchè mai l'Australia ha la tuta GIALLA e VERDE? Che c'azzecca?
Non chiedetemi con fare pettegolo "e allora perchè l'Italia ce l'ha blu?" Perchè lo so!




La cosa più brutta della giornata non è stata la perplessità alla domanda "ma chi era l'imbucata alla cerimonia nella squadra indiana?" Ah, se non lo sapete voi, cari inglesotti e cara ex colonia inglese.

L'exploit odierno peggiore l'hanno regalato i "nostri" giornalisti e tanti altri "giudici".
Perchè si sa, il bello degli eroi è vederli cadere o fallire (e questo lo diceva Spiderman, quindi una fonte auterovole)
Che delusione. Ha cambiato troppi allenatori in un anno. Non è più quella di 2 anni fa. Ci si aspettava di meglio. Dovrebbe fare un bagno di umiltà. Torni ad allenarsi invece di far le copertine. Si è montata la testa. Che volga lo sguardo alle ragazze del fioretto. Invece di mangiare Pavesini dovrebbe stare in piscina.

domenica 22 luglio 2012

Lei e lo stage

Sventurata me: Ah quindi ipoteticamente potrei avere dei bruchi nello stomaco?
LeiM: Bruchi nella pancia e poi vomiti farfalle

venerdì 20 luglio 2012

Ma che cos'è?

È un sapore, un ricordo, una sensazione nello stomaco e sulla pelle, è un cuore in subbuglio, un racconto letto a bassa voce, un morso al labbro inferiore. È la paura, il timore e l'ebrezza. È la calma, un abbraccio, un conoscersi nei movimenti, un letto sfatto. È passione, irrequietezza, volerti, guardare i tuoi occhi, spogliarti. È un sorriso, un panino con la fontina. È sguardi rubati, è aspettare. È amore senza senso, è perdono. È una mano stretta, una corsa per le scale, un sorriso d'intesa. È un libro tirato, un caffè rovesciato, una festa. È un bacio, una biblioteca e una panchina fredda. È perdersi nella folla, cercarsi, tendere la mano. È musica amata, stonata, urlata. È musica che riempie i silenzi. È un odore addosso. È ore in macchina, è rimpianto. È star seduti senza parlare, ma dicendosi tutto. È pelle che si sfiora, è parole inutili. È equilibrio sottile, è un mazzo di carte, un telo blu e una bugia. È un treno preso e uno perso. È sentimenti sbraitati e lacrime asciugate con un bacio. È stringerti, abbracciarti e pensare di essere nel posto giusto. È rischiare, fidarsi, buttarsi.




mercoledì 18 luglio 2012

Felicità

Da vanityfair.it

martedì 17 luglio 2012

Tre settime dopo

Dove ci eravamo lasciati?
Ah, si. Fresca di laurea mi rallegravo di come tutto fosse andato bene.

E poi a quel giorno sono seguite due settimane alla scoperta di un continente nuovo.

Dove tutto è diverso. Dove si vive, mangia, ama, studia, pensa e parla diversamente. Dove si è mamme diversamente, dove si affronta la vita con la giusta distanza dalla fretta, dove anche l'amore ha forme insolite rispetto quelle a cui siamo abituati, dove si respira bassi con la pancia e non di petto.








venerdì 29 giugno 2012

Nomi da nord, nomi da sud


- Oggi ho conosciuto quella ragazza di cui ci ha parlato la G
- Chi la ragazza di Foggia?
- Yap. Rebecca.
- Rebecca? Ma i suoi sono di qui?
- Non lo so. Non le ho chiesto l'albero genealogico
- Mi sembra strano
- Cosa?
- Rebecca
- ??
- è un nome da nord, non da sud
- Tu mi lasci stupita ad ogni discussione
- Ma si. Camilla, Irene, Ginevra, Rebecca, Virginia sono nomi da nord. Maria, Teresa, Antonia, Lucia, Anna sono nomi da sud. Un pugliese doc non chiama la figlia Rebecca
- E i nostri nomi dove li classifichiamo?
- I nostri sono nomi banali, banalissimi e non portatori di provenienza
- Che brutto!
- C'hai ragione
- Io mia figlia la chiamerò o Camelia o Zoe. Portano provenienza?
- Si capisce quanto sei cogliona

lunedì 25 giugno 2012

Post in Progress

e il gibollo sul ginocchio è gentilmente offerto da quel volo in metropolitana


L'idea era di fare un lunghissimo post, ma di quelli eterni e barbosi. Una colata di parole.
Poi invece niente di quello che volevo scrivere mi sembrava abbastanza all'altezza.
Così quel lunghissimo post non c'è, o meglio esiste in un file word sul mio desktop, ma lì è nato e lì continuerà a restare fin quando non penserò "quante schifezze sono in grado di scrivere?" e lo cancellerò inorridita.
Così questo post nato con le più belle intenzioni, dove dovrebbero trasparire la felicità, la spensieratezza, la soddisfazione resterà un post anonimo tra i tanti.
Perchè quando va tutto bene, quando più contenta di così non potresti essere scrivere perde la sua funzione.
Ero la persona più felice del mondo e anche mentre scalza percorrevo il corridoio davanti all'aula con la tensione che bloccava i pensieri sapevo che presto tutto sarebbe finito, che ormai c'ero. Che il mio traguardo  e di tutti quelli che erano lì con me era dietro quella porta.
Io trovo sfogo nella scrittura quando qualcosa non va, quando i pensieri sono troppi e affannosi. Quando invece ti hanno regalato la giornata più bella che potessi avere non c'è da fare i conti con i se e con i ma, quando hai l'ennesima attestazione che hai dei genitori che ti amano più che loro stessi di cosa puoi lamentarti? Quando hai una famiglia che riesce ad essere una famiglia con nuove presenze nonostante un divorzio, quando hai delle migliori amiche che ti vogliono davvero bene cosa c'è di cui lagnarsi? Non c'è niente, c'è solo che va tutto bene. C'è che non è andata come doveva andare, è andata molto meglio.

Se ci fosse stato il nonno sarebbe stato bellissimo, vero? Si sarebbe stato perfetto.

Le lamentele su chi al di là della Manica se n'è bellamente fregata di tutto le lasciamo a poi, perchè nemmeno merita tutta questa grande importanza.

giovedì 14 giugno 2012

Dialoghi

- Cosa dici, verrà?
- Non credo
- Ma perchè?
- Perchè l'hai lasciato. Nel suo mondo tu sei una grandissima stronza, la regina delle stronze, la più grande s..
- Ho capito! Beh, io ci spero. Dici che dovrei far in modo che sappia quand'è?
- NO! Se vuole sa dov'è pubblicato il calendario. Stai ferma.
- Sai che insieme a Mater e a te è l'unica persona che vorrei veramente ci fosse?
- Lo so
- Lui in questi tre anni è stato il mio mondo intero. Vorrei che venisse, vorrei semplicemente che venisse per me.
- Però tu sai che se non viene lo fa solo perchè sa che ci saranno tutti. Poi sa che ci sarò io, Lei K e Lei S. Se tu fossi sola verrebbe, ma affrontare tutti sarebbe una bella botta, poi correndo il rischio che tu gli dica "non ti voglio qui".
- Se lo vedessi gli salterei in braccio
- Lo so io e lo sai tu. Lui non lo sa. Lui sa che gli hai detto che non sei più innamorata come lo eri prima.
- Non verrà, vero?
- No, non verrà

lunedì 11 giugno 2012

Donne du du du

LeiM è della teoria "meglio avere qualcuno che nessuno". Con questa filosofia LeiM sta con L da un anno o forse due. Litigano continuamente, fanno pace con altrettanta frequenza. LeiM dice di sapere che non è l'uomo della sua vita, sa che ha un caratteraccio, ma si fa scudo dietro ad un "sono lontana da casa, almeno ho qualcuno e non sono da sola". E dice che per adesso sta bene.

LeiS era una eterna romantica. Sognava il principe azzurro, ma nella vita non si può avere tutto così è scesa a patti con i suoi desideri e adesso sta con S. Lei dice che funziona così. Non possiamo mandar via tutti finchè non troviamo quello perfetto. Bisogna adattarsi. Si, LeiS mi ha proprio detto ADATTARSI. L'ho guardata e mi ha ripetuto che adattarsi è una parola bellissima. E dice che starà bene.

LeiK ha chiare le sue priorità. Ora ha R nella sua vita e pende dalle sue labbra. Lo guarda trasognata. Stanno insieme da poco. LeiK stava con A. Storia consumata dal tempo, da caratteri forti, esigenze diverse e poi è arrivato R. Ha detto "ti amo" ad A e dopo 10 giorni l'ha detto a R. LeiK dice che è così che va la vita a 20 anni. Non abbiamo 40 anni, non abbiamo delle fedi al dito, non abbiamo figli. LeiK dice che si deve andare dove ci porta il cuore in quel momento senza farsi mille problemi. E dice che sta bene.

LeiA ha avuto un solo fidanzato,T, e lo sposerà presto (e con T mi farà tanti nipoti). Per lei era la prima esperienza, per lui idem. Lei dice che non potrebbe trovare di meglio, che T le dà tutto quello di cui ha bisogno e anche di più. Dice che senza di lui non sarebbe niente. Dice che non vede l'ora di vivere la sua vita fuori di casa con lui. Sogna l'abito bianco e la navata di una chiesa dal momento stesso in cui si sono guardati per la prima volta. Dice che la felicità è quella. Dice che l'amore è quello. E dice che è sicura che con T starà sempre bene.

Io? Io credo che dovrei smettere di raccontare i fatti delle mie migliori amiche su internet. Prima o poi smetterò, nel mentre fingo di star bene.

In formazione ridotta a Londra

giovedì 7 giugno 2012

Just a kiss - Lady Antebellum


E niente, quando una giornata inizia con una canzone è destinata a morire con quella. So solo ed esclusivamente le 4 frasi del ritornello. LeiS mi odia, vorrebbe mettermi una palla da tennis in bocca e me lo ripete spesso nell'arco della giornata.
E anche giovedì se fuè.

martedì 5 giugno 2012

Aria da cittadini

Ora che la procura di Paesuncolo è su tutti i quotidiani qui ci diamo arie da cittadini.
Eh si! Qui non si è più una piccola città di provincia, qui si è IL FULCRO del marasma.
Ci emozioniamo a sentir nominare la città in tutti i tg nazionali, di solito non siamo argomento d'interesse, eh invece oggi ci sono giornalisti OVUNQUE.
Li si incontra nei bar del centro e li vedi che non sono autoctoni, si vede proprio dal modo di fare.
Qui a Paesuncolo siamo gente tranquilla, amiamo la CALMA, non suoniamo mai il clacson, andiamo in giro in bici e se capita di dover andare in macchina non è una tortura. Qui il sabato si va tutti lì. Siamo gente abitudinaria e siamo gente che si ferma in mezzo alle strisce pedonali a "contarsela su".
Li vedi i giornalisti dalle grandi città: si agitano davanti al nostro ritmo blando, non capiscono come possano esistere solo 2 linee di navette che percorrono il centro, non si capacitano di come in 300 metri quadri ci sia la procura, il Duomo, il comune e il mercato. Siamo gente tranquilla e CONCENTRATA. Tutto lì, tutto in un piccolo spazio.
I giornalisti si agitano, chiedono informazioni a noi, gente chiaccherona e quando si chiedono informazioni su chi muove le indagini ecco che tiriamo fuori il lato peggiore: "ah, è il figlio del cugino del notaio, quello che vive sopra al negozio di Y. Ma lei lo sa chi è? è il figlio di X e Z, ma si Z è quello che quando è morto su La Provincia la sua amante ha mandato una poesia. E l'hanno pubblicata. Povera donna la moglie. E quando..". Che poi a Milano fuori dalla procura se chiedono chi è il procuratore si risponde con il cognome, ci si mette che università ha fatto e (in base al tipo d'indagine) da che parte politica sta. A noi se il procuratore è laureato non ci interessa, ma se ha l'amante allora si.



sabato 2 giugno 2012

Serie Tv che vai, barista figo che trovi


Le serie TV sono arrivate al finale di stagione. 
Ebbene si! La mia vita sociale se ne gioverà, chi ne risentirà sarà la visione settimanale di ragazzi gnocchissimi che in metro a Milano non li vedo neanche col binocolo.
Neanche un viaggio Rogoredo – Missori è stato allietato da certe visioni auliche, va beh.









Grey's Anatomy. Possibile che ogni stagione finisca con una qualche tragedia che mi lascia appesa alla speranza fin quando non inizia la stagione successiva? Perchè oh cara Shonda, non fai dei carinissimi happy ending?Io capisco che per motivi contrattuali tu ancora non sai chi ci sarà nella 

prossima stagione, ma lasciarli tra la vita e la morte OGNI finale di stagione è un po' troppo, no? Bombe, sparatorie, cancro al cervello, incidenti, salvataggi da sotto un autobus, e da ultimo disastri aerei. Ho versato tutte le mie lacrime durante il matrimonio di Izzie Stevens e quando Callie incinta ci stava per rimettere la pelle mentre gli altri invece che operare cantavano How to save a life. Ah, e la morte di George?

8 stagioni col patema! Shonda, please! Fai resuscitare Lexi Grey, non far morire Mark Sloan ed erigi a capo di chirurgia Avery, il perchè di Avery a capo DI TUTTO è evidente, no?

Hart of Dixie oltre ad avere dei costumisti fantastici e il semplice fatto che ci sia Rachel Bilson, ha anche avuto il degno finale che ciascuna fanciulla si merita nella vita. Lei è innamorata di uno che si sta per sposare con un'altra e un barista fantastico che per metà della stagione è a torso nudo è innamorato di lei. Esce per 22 episodi con fighi assurdi, ma lei vuole solo George che è intento a preparare il royal wedding con la sua futura sposa. Il gran giorno abbattuta e depressa per l'imminente matrimonio si fionda tra le braccia del barista che definire gnocco è riduttivo e quando ha già giovato della sua compagnia qualcuno bussa alla porta "non mi sono sposato perchè sono innamorato di te". Cara Zoe dura la vita,eh?  

Revenge Serie che vai barista gnocco che trovi. La timidina di Everwood che impersona il genio del male (lasciandomi sempre perplessa con quello sguardo cattivo, il ricordo della figlia del Dottor Abbot è ancora livido in me) sta con uno che è stato un automa per tutta la stagione mentre ha un bel barista innamorato di lei (e anche lei di lui, su). Emily, se tu gli confessassi il tuo vero nome ti porterebbe in capo al mondo fregandosene di chiunque anche della squinzia incinta, che poi chissà di chi è incinta. Capisco che la serie non avrebbe più senso di esistere, ma Emily, lo dico per te, pigliati il barista e andate a godervi la vita invece di far fuori gente negli Hamptons.

Altro telefilm altro barista bellissimo. Liam. Alle medie guadavo le repliche di Beverly Hills 90210, potevo esimermi in età più cosciente dallo spin off 90210? NO!Cosa facciano questi fanciulli nella loro vita non l'ho mai capito, ma non è che importi gran chè, sai che palle se questi ogni mattina andassero in un ufficio invece di organizzare feste o innamorarsi di gente sbagliata.
Una snob straricca e bella che sta con un giovane nerd, ma stava per sposare un miliardario che la voleva solo per non perdere l'eredità; una che si prostituisce per pagare il lussousissimo centro di recupero al fratello tossico dipendente e dopo aver svolto con successo il lavoro più antico del mondo si innamora di un prete, si di un prete; una che è una cantante famosa ma lavora come barista (beh, chi non lavorerebbe in QUEL bar); una con predisposizione al cancro alle ovaie che chiama il suo migliore amico gay per farsi mettere incinta prima che le asportino l'apparato riproduttivo; una che scappa in Messico quando rimpatriano il suo amore clandestino. MONDO BIZZARRO in quel di Beverly Hills!

Ora se Nate Archibald facesse il barista e non dirigesse un giornale saremmo a posto. Invece no.
Anche Gossip Girl è giunta a un'indegno finale di stagione. Uno che riemenrge dal mondo dei morti, Lily Rhodes Van der Woodsen Bass Humphrey che passa da agnellino mansueto a diavolo, Dan si schiera dalla parte dei cattivi, Blair non smetterà mai di rompere le palle con 'sto Ciuc e la povera Serena che con un amore non corrisposto, un padre traditore, una madre stratega, un fratello svanito, una migliore amica neanche un po' vendicativa, una sorellastra antipatica, un migliore amico che l'ha licenziata e un fondo fiduciario multimilionario va su un treno per incontrare il suo fornitore. SERENA CARA, SU UN TRENO?? Scherziamo?!

mercoledì 30 maggio 2012

Mamma

Perchè quando è la mia roccia a cedere iniziano i problemi.

Se sono io a cadere e farmi male ho sempre lei che mi viene a raccogliere o che si para davanti a me per attenuare la caduta o che mi copre gli occhi per non farmi vedere quanto il mondo possa essere duro, ma quando è lei vacillare, io sono solo preda dellle correnti.


E ho paura, una paura che si trasforma in un nodo in gola e strozza la voce, che mi fa venir voglia di piangere mentre cammino o nel momento in cui a cena lei non c'è.


Ho bisogno di te in gran forma, ho bisogno delle tue mani, dei tuoi sguardi, dei tuoi abbracci, dei tuoi sorrisi e delle tue parole.
Ho bisogno della mia mamma.

Ti ho preso il pigiama più bello, le ciabatte più colorate, i giornali di cucito, di arredamento, di cucina, di moda, di gossip, di altre amenità.

Riposati! Lascia che i dottori capiscano cosa ti è successo e poi torna a casa da me più in fretta che puoi, perchè io senza di te non so cosa fare.




Non sono del tutto convinta che sia lecito apporre una proprietà ad una foto fatta da una macchinetta a Gardaland nel lontano, lontanissimo 6 luglio del 1995.
Siamo venuti talmente bene tutti e tre che ho lasciato perdere l'idea di sbiadire i volti, che sono comunque irriconoscibili.
Il mio volto dipinto dal terrore is so cute!

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