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lunedì 27 febbraio 2012

Coperta da frange, perle bianche e piume


- Ma a Milano la quaresima dura di meno? Quindi anche i fioretti! Dovevo trasferirmi a Milano per l'asilo, non per l'università!
- Vestitevi
- Mi serve la matita nera
- Appena Lara Croft ha finito di fare la barba a Gighen te la porto
- No! Non con la mia matita della Collistar!
- Troppo tardi
- Mi si è staccato un pezzo di vestito
- Cavolo, Mr Liberty, è la terza volta che ti sistemo le spille
- Il mio cilindro dov'è?
- Chiedi ai maschi
- Mi hanno detto di chiedere a voi
- Prova in cucina
- Indiana Jones ha trovato la frusta?
- No, sta girando con il tutù del Cigno nero in testa
- Chi mi fa lo chignon?
- Vai da Audry Hepburn, per me lei è capace
- Ehi, ballerina di charleston chi ti ha truccata?
- All by myself
- Vieni qui subito sembri una matta
- Ma il mio cappello? Capite che se non trovo il cappello io non ho ragione di esistere? Quale cappellaio matto non ha il cappello?

mercoledì 22 febbraio 2012

Ore 8.30



- Stamattina mi sono innamorata del conducente del bus.
- Io del poliziotto in tenuta anti-sommossa fuori dalla metropolitana
- Ah bello
- Anche il tuo

Professore arrivato. Lezione iniziata. Due ore di silenzio, di penne che scorrevano frenetiche su fogli sciupati.

domenica 19 febbraio 2012

Milano. Odi et Amo

Il mio rapporto con Milano è sempre stato fatto di odio e amore.


Da piccola era la città sconosciuta e misteriosa che si portava via la mia mamma tutte le mattine, poi con il liceo è arrivata l'idea che quella città a 100Km da qui fosse la soluzione. "Là c'è tutto!".

Milano era l'aspirazione per uscire dalla dimensione ristretta della provincia.

Adoravo l'idea di andare a vivere in quella grande città per l'università. Elettrizzata da quella prospettiva.

Vivere lì mi è piaciuto tanto inizialmente. C'era sempre qualcosa da fare senza rischiare di ripetersi mai. Musei, negozi, manifestazioni, convegni, posti con cibi mai provati.

Gente nuova ogni giorno, mezzi pubblici. Come essere al centro del mondo. Settimana della moda, settimana del design, settimana del mobile. Pittori sui navigli. Mercato dei fiori. Fiera del libro usato. Esposizioni all'aria aperta. Attività organizzate in Parco Sempione. Persone sempre viste in tv come irraggiungibili, come se vivessero su un altro pianeta presentavano i loro libri o i loro cd nelle librerie davanti a persone che non erano affatto stupite come me nel vederle lì.

Dopo 2 anni e mezzo iniziavo a sentirmi persa in quella città. Troppo grande per me. Volevo tornare a casa. Casa mia, dove tutto è più piccolo, dove si fanno sempre le stesse cose, perchè non c'è molta varietà, dove si scivola facilmente in una rassicurante routine. Il sabato si  va sempre lì. A far la spesa si va sempre lì. Il martedì si va lì a prendere la pizza. Certo è sempre Paesuncolo: tu sei per come ti vedono gli altri, ma è comunque casa.

Così ho deciso di passare 3 ore al giorno in compagnia di Trenord, ma ogni sera calarmi di nuovo nei miei panni, che sono quelli in cui mi trovo meglio.


Questioni universitarie mi vogliono però quotidianamente a Milano in lotta perenne con ciò che amo e ciò che odio di questa città.




MilAMO

Piazza del Duomo alle 7 di mattina, il deserto e una luce opaca, diversa.
Le colonne di San Lorenzo la sera, piene di vita, piene di gente che ride sguaiatamente. Di gente felice che balla su una panchina. Amici seduti vicini che si raccontano la vita con in mano qualche bevanda colorata.La metropolitana. Io AMO follemente i viaggi in metropolitana. Muovermi velocemente tra le stazioni di scambio. Non c'è niente da fare, io adoro “il metrò”

Il parco di sant'Eustorgio. Ore passate a studiare lì. Un telo, un gelato e via.

La biblioteca dell'Università. Odora di libri vecchi. Banchi enormi di legno. Gente che studia, che fa il cruciverba o il sudoku su Leggo, che prova qualche approccio che regolarmente finisce con i vicini che all'unisono esclamano "SHHHHHHT".

Passare per via Solferino e immaginare il mondo che c'è lì dentro, che bello che dev'essere e dopo un sospiro virare per la mediateca di Santa Teresa e tornare a contatto con la mia piccola realtà.
Metro, Leggo, City &CO, fedeli compagni.
Le manifestazioni. Ci sono orde di manifestazioni. Manifestazioni di qualunque genere, a difesa di qualsiasi causa. Trovarsi in piazza del Duomo a cantare "Il cielo è sempre più blu" con centinaia di persone in un giorno di sciopero generale è un'esperienza da ripetere.
La focaccia allo stracchino vicino Lambrate, o le ciambelle in pieno american style di Arnold, o il brunch della domenica in porta ticinese, i beberoni alla frutta della signora brasiliana in Cantore, i cioccolatini di Corso Genova, la crostata alle fragole (sicuramente OGM) di Princi.
I palchi in piazza del Duomo. Perchè portano alla domanda "chi ci sarà stasera? va beh, passo così vedo"
Lo sconto studenti alle mostre.
L' Esselunga ovunque e le sue lasagne pronte. Le lasagne pronte più buone che ci siano!
I negozi impensabili. Negozio solo di palloncini, o solo di adesivi giganteschi per pareti, o solo di bottoni, o il sushi esclusivamente take away.
I tifosi del Bayern Monaco in trasferta che inneggiano canti improbabili con boccali di birra in mano.
I turisti che San Babila chiedono dov'è il Duomo.

MilODIO
L'odore di smog. Forte. Esagerato.
Non riuscire ad ottenere alcuna informazione stradale: “non sono di qui” è la parola d'ordine. Trovare un milanese a Milano pare sia un'impresa.
Il cielo. Di notte il cielo non è mai buio. Sempre tra il rosa e l'arancione.
Il caos che genera la pioggia o la neve. Bastano poche gocce ed è il finimondo per le strade e non. In caso di maltempo a Milano ci si sente in diritto di essere antipatici.
Il rumore. Non c'è mai silenzio. Macchine, ambulanze, botti, urla, televisioni troppo alte, etc.
Guardar fuori dalla finestra e incontrare un palazzo più alto di quello in cui sei. Non c'è orizzonte a Milano.
Le distanze. è tutto rigorosamente dalla parte opposta in cui ti trovi.
La stazione Centrale (solo un giorno l'ho amata tanto, più del dovuto)
Quello che le estetiste intendono per ceretta all'inguine (dopo una ricerca sul campo è accertato che è un problema delle estetiste di Milano)
La soggezione che mette la scalinata del Tribunale nonostante una fedina penale pulita





martedì 7 febbraio 2012

Happy b day, Charles!


I loved her simply because I found her irresistible. I loved her against reason, against promise, against peace, against hope, against happiness, against all discouragement that could be.

(da Great Expectations)



giovedì 2 febbraio 2012

Ti ho lasciato due cosine da fare


Qui vige la regola del post it.
Quando la mia matriarca al mattino esce per andare al lavoro, lascia minacciosi post it sul tavolo della cucina. Non c'è niente da fare, è un'esperta, potrebbe redarre un codice di comportamento su come un buon post it vada scritto.

Lei stila liste di cose da fare e quando a metà mattina telefona e io timidamente obietto parte in difesa con un "dormivi e non volevo svegliarti, così ti ho scritto due cosine da fare".
Certo, perchè se fossi stata sveglia avrei tirato in ballo qualche articolo dei diritti inviolabili dell'uomo alla seconda mansione!

Due cosine da fare? What the hell?
Quando ancora dormiente varco la soglia della cucina e intravedo il quadratino di carta bianca ogni volta sottovaluto cosa comportino quelle tre o quattro righe: mansioni eterne, si celano dietro poche righe.

- Fai la spesa
Poche lettere, tempo infinito.
- Pagare tasse dei rifiuti
 Altra mansione che potrebbe sembrare una banalità, ma la parola POSTA non va d'accordo con l'affermazione “dieci minuti e torno” sebbene l'ufficio postale disti 150 metri da casa.
- è giorno di raccolta differenziata
Questo implica che debba preparare i sacchi da portare giù la sera. Schiaccia la bottiglia, separa il tappo, sciacqua i vasetti di latta, vetro o plastica, cerca i volantini sparsi per casa.
- Metti via il bucato
Sintesi geniale! Dato che il bucato è in lavatrice ciò comporta che io prima lo debba stendere, poi ritirare, piegare e solo in ultimo mettere via.
- Sistema un po' la casa
??
- controlla se c'è qualcosa vicino alla scadenza e mangialo

A tradimento poi in fondo ad ogni post it scrive un bacio/un abbraccio/ti voglio bene.

martedì 31 gennaio 2012

Dolce far nulla


Lei's text: Hanno regalato ai miei genitori un buono per un giorno intero alle terme di Porta Romana, anche un messaggio di un'ora. I miei non vogliono andare. Tira fuori un costume e prima che ci ripensino domani andiamo io e te. Ci troviamo alle 10 in Duomo e andiamo, poi la sera usciamo per le 23 e dormiamo da te.

My text: Ci vediamo domani alle 10 in Duomo




Potevamo esimerci dal fare foto idiote?

domenica 29 gennaio 2012

Dear Vanity Fair,

Ma cosa combinate?

sabato 28 gennaio 2012

Il fiore più bello

Lui qualche volta mi ha regalato dei fiori. Una sera arrivò sotto alla redazione con un mazzo di gerbere fucsia miste a sensi di colpa. A. mi regalò una pianticella durante una passeggiata sulla fiera dei fiori ai Navigli, esalò il suo ultimo respiro dopo una settimana, un po' come il nostro rapporto singhiozzante. E. ai giardini in centro a Paesuncolo raccolse una margherita, non riuscii proprio a fingere che gradivo quel gesto, molto poco spontaneo, molto poco vero. P. il mio primo e grande amore, mi fece un fiore con un pezzo di carta colorata. L'ho tenuto per tantissimo tempo in un libro, ora ho perso le sue tracce, chissà in quale libro era.



Il fiore più bello che mi sia stato regalato non è arrivato da un fidanzato, ma da uno sconosciuto. Il primo semestre del secondo anno di università andavo a lezione, sul lunghissimo viale c'è un chioschetto verde di fiori. Io come sempre cavalco sul mio passo svelto e lo sguardo già proiettato al semaforo. Arrivo vicina al chiosco e il fioraio, un uomo di colore sulla cinquantina, sta sistemando i vasi e intanto guarda verso di me. Mi avvicino e il suo sguardo è sempre fisso su di me. 

Mi fa un gran sorriso, prende un mazzettino di lavanda e si alza proprio mentre sto passando.
- La lavanda è per te, però prometti di finire il viale con un bel sorriso.

A volte basta davvero poco per rendere migliori certe giornate.







giovedì 26 gennaio 2012

...


L'idea di te veloce com'è arrivata se n'è già andata.
A settembre non sbarcherai urlante in questa famiglia di matti, scalciando di qua e di là, non ci farai entrare nel vortice dei tuoi bisogni, non entrerai di prepotenza nelle nostre vite per cambiarle radicalmente.
Questa famiglia sentimentalmente scomposta ti avrebbe riempito di amore fino a farti scoppiare, sai.
Immaginarti mi faceva sorridere, pensare a che carattere avresti avuto, a quando ti avrei retto il gioco e tu avresti pensato "ho una zia grandiosa". Mi ero già affezionata a te, troppo presto. Pensavo a tutte le cose che ti avrei insegnato e quante ne avrei imparate io da te.

Invece adesso chissà su quale isola lontana sei. Ti stavamo per preparare un mondo e invece non ci sei più.
Avremmo ripreso le tue prime parole, i tuoi primi passi e avremmo appeso i tuoi disegni sulle ante degli armadi facendoti credere che fossero capolavori, ti avremmo amato tutti in modo viscerale.

Lei ti amava già. Era terrorizzata, ma a vent'anni lo sarebbe chiunque.
"Cosa potrò dargli? Non avrà un papà. Non ho un lavoro."
So che non ti sei fatto spaventare da quelle frasi, erano le frasi di chi ha paura, ma quando la paura è passata tu eri la ragione di tutti quei cambiamenti che aveva in mente.

L'hanno chiamata gravidanza ectopica per confonderci le idee, invece tu hai pensato che non fosse il momento per venire al mondo, in questo mondo. Hai deciso di darle il tempo che fin ora ha buttato. Hai rinunciato alla vita che avresti avuto per permetterle di riscoprire la sua, di sognare e rincorrere quei sogni.
Hai avuto il coraggio che Lei non aveva avuto.
Ora ovunque tu sia stalle vicino, ne ha bisogno.

Ciao Ometto!


"Now there's a way and I know that I have to go away"

sabato 21 gennaio 2012

Inverno


Rimani, vedrai la neve se ne andrà domani e rifioriranno le gioie passate 
col vento caldo di un'altra estate.

giovedì 19 gennaio 2012

Ho un fratello

E quando uno di 26 anni (ad aggravare la situazione sottolineo quasi 27) rientra dalla spesa con ciò, quale può essere il commento?

martedì 17 gennaio 2012

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?



Che la mia vita fosse un circolo lo si era già percepito. Tutto, prima o poi, torna.
Ora sui nostri schermi dopo il di Lui ritorno eccone un altro: la mia vita da stagista!
Stesso posto, mansioni differenti e maggior autonomia.

We'll see!

mercoledì 11 gennaio 2012

Dovrei smettere di tentare di raccontare i sogni


Ti dico che lei aveva un cilindro in testa e lui era seduto su una zucca, ma una zucca vera. E c'era Chris Martin che in piedi su un'altra zucca suonava. Nessuno si accorgeva di Chris Martin che parlava un italiano fluente mentre suonava la fisarmonica. Sai, Io da piccola avevo una fisarmonica nera, mia mamma un giorno me l'ha messa in alto su uno scaffale così che non potessi più arrivare a prenderla, perchè soffiavo come una matta in quella fisarmonica nera lucida. Ora quel mobile non l'abbiamo più, chissà dov'è la mia fisarmonica.
E lei oltre al cilindro aveva un mazzo di funghi in mano, un bellissimo mazzo di funghi. E Chris Martin suonava la fisarmonica. E lui era seduto su una zucca.

domenica 1 gennaio 2012

Entro marzo mi abituerò a scrivere 2012 nelle date. Ecco il buon proposito!


Avrei voluto mettere una foto di me e Lui. Cause di forza maggiore, nessuna foto di me e Lui.
Buon anno, Lettore/Lettrice!

venerdì 30 dicembre 2011

Inciampando nei miei pensieri

Stanno insieme da tanto ormai. Quattro anni e mezzo. Tanti a 20 anni. Insieme sono cresciuti, insieme hanno imparato cosa vuol dire avere una relazione, insieme hanno imparato a dire si per far contento l'altro.

Hanno mosso i primi passi in un universo che sino a quel momento era a loro sconosciuto, imparando a fare i conti per due. Poi crescendo, sono usciti dal loro amore su misura e hanno conosciuto un mondo pieno di nuove esperienze che li aspettava e ci si sono buttati: Lui e i suoi eccessi, Lei che subiva il fascino di chi tornava a corteggiarla.

Così sono arrivate le incomprensioni, i litigi e il riversarsi addosso il malcontento. Si sono presi e lasciati per settimane e settimane: "non buttiamo via tutto. Abbiamo quattro anni alle spalle, riproviamoci".
Il proposito era il più nobile e anche gli intenti, ne sono certa.

È passato qualche mese e Lei è tornata a sorridere, a chiamarmi in preda alle emozioni, come se le riscoprisse per la prima volta. 
"Mi capisce, mi ascolta, mi riempie di complimenti e mi tratta come se esistessi solo io nel suo mondo" e diventa rossa quando ne parla e sorride come una bambina, sorrisi senza secondi fini, solo sorrisi.

Chi è tornato a farla sorridere non è la persona che ci si aspettava. R., un amico, che da sette anni aspetta il momento di farsi avanti. "
Ti sto aspettando da così tanto che non ti lascio più andar via", invece come da programma oggi è partita con chi non la fa più sorridere da tempo, per il capodanno in Trentino. 
 


Lei, lui e l'altro. Sarà la storia più vecchia del mondo, ma è sempre attuale.
Io mi perdo nei suoi racconti. Mi guardo dall'esterno emozionarmi con lei che ritrova una serenità invidiabile.
Basta un attimo e la mente va dove non vorrei. Lei ha trovato nuova linfa con una persona inaspettata e A. (il fidanzato ufficiale) non sa niente. Non immagina nulla.
Per quanto il paragone stoni e non voglia cucirmelo addosso: io ero come A. esattamente come A.
Ora nei nostri discorsi A è quello "cattivo". Lascialo! È la parola d'ordine.
"te ne ha fatte d'ogni, un po' se lo merita" qualcuna mette il carico da cento e io con i miei pensieri voliamo altrove.
Come Lei forse anche Lui, il mio Lui, a maggio è tornato a star bene.
Come Lei anche Lui si è riscoperto innamorato delle piccole cose con una persona nuova.
Come Lei anche Lui non riusciva a lasciarmi.

Io non ce la farò mai a superare quell'ostacolo, ci sto provando con tutto il cuore, ma non ci riesco. Lei mi parla di come R. la faccia star bene e io mi chiedo cosa facessi per rendere Lui così infelice da dover cercare di sorridere con un'altra. Se Lui mi avesse parlato avremmo trovato una soluzione, se mi avesse sbattuto in faccia quello che provava avrei lottato per Noi. Invece no. Invece mi ha fatto trovare il danno fatto. Completamente all'oscuro. Lei mi chiama in preda alle sue ansie, mi dice "cosa faccio? Non riesco nemmeno a guardarlo in faccia" e io che inizio a piangere vivendo quella situazione da un punto di vista nuovo, pensando a quante volte Lui mi guardava e mi mentiva, a quante volte avrebbe potuto dirmelo, a quante volte mentre io pontificavo il futuro Lui aveva la mente altrove e a quante volte ingenua chiedevo "cos'hai fatto oggi?" e mi sentivo dire bugie su bugie senza mai dubitare, perchè mi fidavo di Lui. Una carognata simile ero convinta che non me l'avrebbe mai e poi mai fatta.

martedì 27 dicembre 2011

Pranzo di Natale

Il 24 qui è sempre giorno di grandi preparativi. Ci si alza di buon ora e si inizia a cucinare.

Quest'anno il 24 solo la mamma si è alzata a un'ora accettabile. Io ero tramortita nel letto dopo una notte d'inferno. Inferno vero. Una notte passata stringendo al posto del cuscino la tazza del wc, una notte di pigiama cambiato due volte, straccio bagnato sulla fronte, termometro in mano.
Prendere la tachipirina per abbassare la febbre e vederla spiattellata sul fondo di un secchio dopo nemmeno dieci minuti. Notte in cui nessuno ha dormito "mamma sono piena di macchie in faccia!", "cerco le vaccinazioni, quella per la rosolia devi averla fatta".

Non mi sono alzata dal letto per tutto il 24, mi hanno dato mezza patata bollita scondita per cena, mentre sentivo che gli altri erano indaffarati in salmone, lasagne al pesto, tartine, zucca al forno, dolci al cioccolato...
Di tanto in tanto ricevevo qualcuno in udienza.
"Mammaaaaaa, mi mandi qualcuno a farmi compagnia?"
"Dormi!"
"Ma non ho sonno"
"Dormi!"

Il 25 mi è stato concesso il trasferimento. Dal letto al divano.
Il 25 mi è stato concesso di ingurgitare qualcosa. Una tazza di brodo per l'intera giornata.

Il 26 grande festa, facevo la spola tra il letto e il divano. Mi sono fatta un'overdose di episodi di Big Bang Theory e ho mangiato il brodo con i tortellini e la sera gran finale con La Sirenetta.


Il 27 ho una dama di compagnia. Lei.
- Se non mi attacchi niente vengo a trovarti
- Non te lo assicuro
- Va beh vengo lo stesso. Ormai sono 4 giorni, l'incubazione è finita. Preparati che ci guardiamo puntate su puntate di Pretty Little Liars.
- Ok
- Non so quando, ma fidati che arrivo

venerdì 16 dicembre 2011

è ora della letterina a Babbo Natale?

Dear Santa,

è da un anno che non ci si vede. Un ragguaglio sulla mia vita sarebbe inutile, tu sai sempre tutto, no?!
Quindi saprai anche che sono stata un'onesta cittadina, una figlia rompiballe, una sorella stressante, un'amica pedante e una studentessa che avrebbe potuto/potrebbe fare di più (frase su cui i professori hanno marciato una vita, la mia).

Da te oltre la pace nel mondo vorrei:

- La forza di partire per l'Inghilterra. Sarebbe il giusto incentivo. Ho bisogno di una spintarella o non lo farò mai. Oppure basta che tu mi stia vicino, mi ripeta ogni giorno che è la scelta giusta e che quando varcherò la Manica tu sia lì con me a darmi un abbraccio di tanto in tanto. Un abbraccio per ritrovare la serenità.

- Vorrei che mi portassi anche una gomma magica. O un bianchetto. Si Babbuz, vorrei che mi regalassi la capacità di dimenticarmi per sempre quello che Lui ha fatto a maggio. Da sola non ci riesco, ho davvero bisogno di un tuo intervento o non riuscirò a portare avanti questa relazione. Ho sempre l'idea di Lui con Quellalà nella testa. Ho il terrore che mi dica cose che ha detto a lei. Che abbia provato emozioni con lei, che io non riuscirò a trasmettergli. Che cerchi lei in me. Che con lei abbiano riso di me. Che pensi ancora a lei quando è con me. Che gli manchi lei. E' un ostacolo più grande di me, ho bisogno che mi prendi per mano e insieme a occhi chiusi saltiamo oltre senza guardare mai indietro, cancellando quei mesi e quelle lacrime e non rivivendo queste sensazioni d'inferiorità verso il loro sentimento, se di sentimento si è trattato.

- Se ti senti magnanimo nei miei riguardi cosa ne pensi di farmi trovare sotto l'albero la tesi già confezionata. Ricorda che la copertina la vorrei di un colore improponibile. Di quelli che tutti schifano. Bordeaux e blu non se ne può più! Giallo! Ecco Papà Noel, il giallo sarebbe troppo "giusto". Ricordati l'intestazione o la IML mi taglierà la testa. Oppure se non hai tempo, basta che mi regali l'inventiva per scriverla e prometto che mi fiderò di te.

Mi sembra di averti chiesto già abbastanza.
Le richieste sono in ordine di importanza, quindi se ti limiti a un dono, giuro che mi basta la spinta per partire.

Grazie Weihnachtsmann!

NB quest'anno ti lascio le caramelle gelèè alla pesca. Quelle buone.

mercoledì 14 dicembre 2011

#leaveamessage

Iniziativa di una ragazza piena di idee e di creatività Chiara aka Ma Che Davvero?
Lasciare un messaggio. Lasciare un po' di ottimismo e di sorpresa. Lasciare che qualcuno sorrida pensando a chi l'ha scritto.

Sprovvista di stampante non sono riuscita a stampare i biglietti preparati per l'occasione, ma due pagine del quadernone di filosofia del primo anno sono state utili.

Io mi sono portata un po' avanti, già il 12 dicembre ho lasciato tracce di #leaveamessage su un aereo Alitalia da Heathrow a Linate. Riposto per bene nel numero di Ulisse di dicembre ho lasciato una frase di Madame Ciccone, che passava in quel momento sulla radio.
"Beauty is where you find it"

Oggi mi sono messa all'opera: tra i banchi dell'università, nella polverosa biblioteca di scienze politiche, nelle fessure dei caloriferi nei lunghi corridoi della Statale e su un seggiolino del tram 14.

Le foto (pessime, fatte con il telefonino) verranno aggiunte.

Ho anche convinto Lui a metterne un paio a Palazzo Reale a patto che gli lasciassi autonomia su cosa scrivere e che non avrei letto.

Intanto questi i miei messaggi lasciati per Milano.




Back home





Tornate a casa. Tornate alla nostra quotidianità dopo cinque giorni in cui le nostre vite lontane si sono mescolate, confuse, legate e combinate violentemente. Un po' come la massa che popola il sabato di Portobello.












Tornate a casa dopo aver visto una città viva, carica e splendida.
Luci a non finire. Un trionfo che si accende appena cala la luce del giorno.













Tornate a casa avendo capito che nella vita c'è sempre un gap a cui prestare attenzione e quello scalino può essere un esame andato male, un fidanzato sbagliato, una fiducia regalata o un incauto acquisto.













Tornate a casa cariche di sensazioni, di odori, di sapori, di rumori nuovi.
E solo dopo aver assaggiato i cupcake di Hummingbird.













Tornate a casa con pesanti valigie, nuove consapevolezze, armadi arricchiti e ricordi speciali.
















Tornate dopo aver capito che si può fare: affidarsi totalmente a qualcuno, lasciarsi guidare, scendere le scale del metrò e lasciarsi portare.
























Tornate a casa e capire quanto è bello avere l'acqua CALDA (invenzione sempre troppo sottovalutata).















Tornate a casa sapendo che “chi trova un amico trova un tesoro” è solo un detto, noi abbiamo molto di più di un tesoro, abbiamo chi capisce, ascolta, consiglia, critica, ride.
Un tesoro tutte queste cose non le fa.













Tornate a casa con nuovi amori: cassieri di Top Shop, uomini ingiacchettati in metropolitana e un amore incontrastato per una popolazione che se ne frega di cosa tu abbia addosso.












Tornate a casa con un Oyster Card nella giacca, carica con ancora qualche sterlina. Teniamola, si sa mai. Teniamo anche quei penny sparsi nella borsetta, si sa mai.

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