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sabato 24 novembre 2012

Donne du du du - il ritorno


Rileggevo vecchi post per mettere ordine nelle "etichette" e mi sono imbattuta in questo.

Oh, le mie Squinternate.

So che avevo promesso che prima o poi avrei smesso di raccontare i fatti loro, ma non è ancora arrivato quel momento.


LeiM ad agosto è arrivata dietro la sua scrivania, dove faceva uno stage.L. abitava la scrivania vicina. Era una giornata storta per LeiM, L le chiede una volta "cosa c'è?", glielo chiede la seconda, la terza e la quarta. Poi le dice "so che c'è qualcosa. Dimmi cos'è" e lei a quanto si racconta è sbottata con "c'è che non ti sopporto più" e l'ha lasciato. Poi con me ha pianto e tanto, ma lì giura che ha preso la situazione in mano e non ha vacillato.Adesso a Roma sta bene. Esce quanto vuole e nessuno le dice che è troppo poco vestita o che beve troppo o che la critica su tutto. Si, vorrebbe trovare l'uomo della sua vita e lo aspetta, intanto non le dispiacerebbe qualche uscita occasionale, ma non è la tipa e quindi aspetta che un bello che balli spunti tra i suoi orizzonti.


LeiS si è accorta che un ragazzo più piccolo è più piccolo e che tre anni a 22 anni sono abbastanza per creare problemi. LeiS dopo una lite estenuante in cui sono uscite cose pesanti era sfinita e per chiudere la lite ha detto "allora non ha senso stare insieme", non aveva ancora finito la frase che si era pentita. Si è morsa la lingua tante volte. Lui ha colto la palla al balzo. Lei ha provato a tornare indietro, gli ha scritto una lettera strappalacrime, è stata ore sotto casa di lui, ha parlato con amici e dirimpettai. Dopo telefonate e sms (dove le ho ribadito che il limite tra lo stalking e la speranza di tornare insieme è molto labile) lui le ha scritto che era da tempo che voleva lasciarla, ma non sapeva come. LeiS adesso è convinta che lui sia ancora innamorato, ma sia spaventato all'idea di tornare insieme.
Svegliare un sonnambulo è la cosa peggiore che si possa fare, mi hanno detto così.


LeiK è ancora insieme a R litigano nei giorni dispari, fanno pace nei pari e lei mi scrive sempre che R è bravo, buono, bello, perfetto. LeiK però ha rivisto A e il mondo le è caduto addosso. Forse si è accorta del passaggio repentino da uno all'altro, forse ha capito che ha sbagliato i tempi. Adesso sta con R e R sembra essere "the one" a suo dire, ma è quello che vuole? E adesso ha rivisto A le è tornato quel fantasma con tutte le turbe psichiche del caso. Io tifo R, ma questa storia perfetta ostentata in continuazione fa acqua. Incrocio le dita che R regga il colpo quando il vaso di pandora con incisa una grande A sul coperchio si aprirà, perchè lì saranno cavoli amari e si dovranno fare i conti che prima sono stati sotterrati.

Io sto bene al mondo come dice mia nonna. L'uomo della mia vita è da qualche parte nel mondo a perfezionarsi, così da essere pronto.
LeiM mi dice che dovrei trovarmi uno "così, per farvi compagnia".
LeiS mi dice "boh, vedi te".
LeiK predica in modo fantastico l'amore eterno e le relazioni giuste.

Non ho invertito nomi e idee, mi spingono esattamente dal lato opposto di quel che fanno.


giovedì 22 novembre 2012

Musica

E poi ti rendi conto che l'unica frase che sintetizza il tutto è presa da una canzone di Tiziano Ferro e lì diventi preda di ansie.


E Fratello che esclama: Sono sempre le migliori che se ne vanno e sono sempre le canzoni più minc**ose quelle che ti restano in testa per giorni. Fidati non l'ho presa da un bacio Perugina, è vita vissuta e io ho vissuto 4 anni e mezzo più di te

martedì 20 novembre 2012

Addizione, moltiplicazione e cucina

Ma la cucina gode della proprietà commutativa? Se cambio l'ordine degli ingredienti che ne è del risultato?




domenica 18 novembre 2012

Aspettative

Ammetterlo con qualcuno sarebbe troppo. Infatti non l'ho fatto, sono stata attentissima a non lasciare che mi venisse posta nessuna domanda a riguardo. Si, a evitare i discorsi sono brava, a non parlare di quello che passa per la mia testa lo sono ancor di più. Forse è solo che sentirmelo dire a voce alta non sarebbe un bene per me e per quell'equilibrio emotivo che mi sono costruita sgomitando nella sua indifferenza.
Perchè è proprio quando faccio la menefreghista, quando dico "non mi fa nè caldo nè freddo" che c'è da preoccuparsi, perchè spesso nascondersi dietro quella facciata è l'unica soluzione, l'unica quando sai (perchè lo so benissimo) che qualsiasi ipotesi o aspettativa verrebbe tradita. Mi sentirei davvero stupida a cascarci nuovamente. Perchè vorrei esserne capace, vorrei davvero riuscire a cancellare tutto, ma sono un misto di cuore e lacrime quando i giochi si fanno duri e soprattutto quando c'è di mezzo lei.

Mi ha trattata male, male come non ho lasciato fare a nessun altro. E' da lei che ho sentito le accuse peggiori, le recriminazioni più insensate. Ho visto più spesso le sue spalle che il suo viso quando ero io ad aver bisogno.
Ho sempre sentito quasi un "dovere" di esserci per lei, ma lei no: io ho una mamma, lei no, potevo arrangiarmi.
Per me è sempre stato "ovvio" che dovessi esserci per lei e non è per quella questione del DNA, ma per quella questione che si chiama "aver condiviso tanto insieme".

Sono stata intrattabile un week end intero, scattavo solo dopo una parola messa giù male, ho risposto a Mater, non sopportavo nessuno, non volevo nemmeno chiamare LeiM per timore che in qualche modo riuscisse a tirarmi fuori tutto quel cumulo che mi si era creato alla bocca dello stomaco. LeiM si è dimenticata e mai sua dimenticanza fu così apprezzata.
LeiS è troppo impegnata ad avere l'esclusiva sulla tristezza per ascoltare quello che ho da dire e LeiK si sa com'è.

So già cosa mi direbbero tutti, perchè me l'hanno detto già mille volte: "lascia stare, non darle questo potere su di te".
Io non credo di averle mai dato il potere di rendermi così, se l'è preso. Ha sempre fatto così, si è sempre presa quello di cui aveva bisogno e poi se ne andava. Più di una volta mi ha esasperato, prosciugato le forze, mi ha messa nei suoi casini senza chiedermi se ci volevo entrare e poi sbatteva la porta. L'anno scorso mi ha consumata per mesi e mesi per poi partire e andarsene, scrivermi una mail piena di cattiveria e poi prendere un aereo.

Avevo qualche aspettativa per questi tre giorni? Si, ma non lo dirò mai a nessuno.
Prima dovrei ammettere con me stessa che io nonostante gli sforzi non sono quell' essere invincibile che voglio mostrare al mondo.

venerdì 19 ottobre 2012

Settimana n° 3


Sapevo che il povero Uzzo avrebbe risentito della trasferta. Lo immaginavo, mi conosco.
Avrei voluto scrivere un post sullo smercio di biciclette che c'è a Bologna nella via dell'università. Ogni cambio di sede ti vengono proposti minimo 3 cicli.
Avrei voluto scrivere anche che nonostante la mia completa asocialità e la costante voglia di confondermi con il muro sto iniziando a fare amicizia.
Avrei voluto scrivere che dopo quasi quattro anni che non ci vedevamo ho ritrovato un' amica. Certo, cambiata, cresciuta, truccata, non più vestita da bimba, con una gestualità più adulta, dei pensieri grandi e la voglia di dimostrarmi che adesso possiamo essere "alla pari".
Avrei voluto raccontare di come quell' università sia un vortice.
Di come le cose con LeiK stiano andando meglio e con LeiM non ci siano problemi.
Di quanto io adori il mese di ottobre, ma allo stesso tempo io tema l'avvicinarsi del giorno dei morti, cacciando l'ipotesi che mi venga chiesto di accompagnare la Grandma a portare i fiori (Mater è restia a queste pratiche di cimitero tour quanto me, ma poraccia le tocca).
Avrei anche voluto scrivere di come il mondo assuma un significato maggiore quando finiscono le pause estive dei telefilm.
Anche del misto di terrore e agonia di cui sono stata preda quando mi sono accorta che per tre giorni ho avuto in testa sempre e solo una canzone di un coreano che si atteggia a figo in un maneggio.

martedì 9 ottobre 2012

Se lo dice lei


LeiK: Sai, ho sentito per radio "Il mio sbaglio più grande" e ho pensato di chiamarti.
- Devo prenderlo come un complimento?
- In effetti suonava male. Però si è una cosa bella.

domenica 7 ottobre 2012

Hanno voluto sapere tutto

Hanno voluto sapere tutto. Da quali negozi ci sono dalla stazione all'università a cos'ho pensato quando sono entrata nel portone. Mi hanno chiesto come sono le persone lì, cos'ho mangiato, come mi trovo da mia zia, se ho visto l'orologio rotto della stazione, quante volte mi sono persa, quando possono venire a trovarmi là. LeiM e LeiK hanno voluto sapere tutto, hanno fatto mille domande e io non mi ricordo cos'ho chiesto a loro dopo il primo giorno.

Reazioni.

LeiK mi ha detto "non fare la distaccata, non fare le tue smorfie schifate e non fare i casting. Ricordati che adesso è tutto bello perchè ci stai 3 giorni su 7, cerca di tenerti stretto questo entusiasmo anche quando ti sembrerà di esserti dimenticata l'odore di casa tua. Mi raccomando mangia. Te l'ho già detto di non fare la smorfia del "che schifo"?

LeiM mi ha detto "Mi raccomando sii un po' flessibile nel fare amicizia. Certo non troverai nessuna di bella, brava, generosa, simpatica e intelligente come me, però non rompere e cerca di stringere amicizia. Ah, moltissimi complimenti per la scelta di una gonna scozzese a pieghe per il primo giorno a Bologna. Peggior scelta non c'era. Ma come ti è venuta in mente una gonna scozzese a pieghe? Non sei più a Milano!

mercoledì 3 ottobre 2012

Giorno 1, 2 e 3


Ho perso il treno. Io non ho mai perso in treno in andata (sul ritorno il conto si spreca).
Ho pranzato con un pezzo di focaccia alle patate, con una piadina o con un panino al sapore di cotone idrofilo.
Mi hanno spiegato i metodi di catalogazione, così giusto come lezioncina introduttiva.
Ho un professore arrivato in classe con una maglia nera a mezze maniche con Che Guevara stampato in grigio e mi ha spiegato la comicità in Leopardi (sebbene il titolo del corso sia letteratura contemporanea).
Un professore di età non ben definita con il riporto e delle labbra stranissime ci ha detto quanto sia ingiusto studiare D'Annunzio e non la Deledda, il nobel l'ha vinto lei, non lui.
Ha piovuto fortissimo e io in una mano avevo la borsetta con l'altra trascinavo il trolley, con nessun'altra potevo tenere un ombrello (sempre nel caso in cui l'avessi avuto).Ho scoperto che dalla stazione di Bologna partono treni con fermate in posti bellissimi.
Ho asciugato la doccia ogni sera. Ho asciugato il lavandino sempre.
Mi sono sentita male quando a metà mattina mi sono ricordata di aver dimenticato il pigiama sotto al salviettone in bagno.
Mi è mancato il mio computer. Le mie serie tv. La mia ritualità.
L'UniBo è bellissima, ma davvero bella. Delle scalinate che sono la fine del mondo.
Ho letto l'Unità. Ho letto Left. Ho ascoltato attentamente Mentana. Ho guardato Ballarò. Ho discusso sulle primarie del PD.
Mi manca quando la discussione più impegnativa del giorno ruotava intorno al pranzo.
Avevo le salviette morbidissime e spugnose.
Per me Bologna ora come ora è Stazione, prendere via dell'Indipendenza, girare a sinistra in via Marsala, arrivare in via Zamboni. La mia idea di Bologna per ora ricopre 1,8 km.
Mi hanno detto che Marinetti "era un imbecille, diciamocelo".

Però stasera sono a casa, a casa.

domenica 30 settembre 2012

Nuovi inizi


Destinazione Bologna.
Ebbene si.
Domani mattina alle 7.55 si parte e giusto per rimanere in tema con una persona che non sa quel che fa la meta è l' UniBo.

è come essere innamorati di una persona senza conoscerla. Mi sono innamorata dell'idea di quella facoltà, di quella città, di me in quel contesto, ma è un amore a priori. Non so dove sto andando, non ne ho davvero idea.

Lasciare Milano e la sua sicurezza è stata una pessima idea?
Lasciare un rapporto saldo, dove si litiga, ma ci si viene incontro, dove tornare a casa è un'oretta di treno, dove c'è il contorno fatto di persone, dove si conoscono i limiti di entrambi e buttarsi in una storia nuova di zecca è sbagliato?

Sono settimane che l'idea di iniziare questa nuova fase mi entusiasma, ma da sentirsi su di giri anche al mattino. Anche Loro se ne sono accorte e quella felicità ha tolto i dubbi che avevano sulla mia scelta.
E poi arriva il momento di preparare la valigia. No, aspettate, fermi tutti. Non sono pronta.
La valigia è pronta, io sto provando ad esserlo.
Loro mi scrivono "vedrai che andrà tutto bene" e io mi ripeto "speriamo".

Fortunatamente Bologna mi lascerà del tempo per abituarmi. Inizierò con soli 3 giorni a settimana di lezione. Menomale.

Ho un nodo allo stomaco. Incontrare qualcuno di cui si è innamorati senza averlo mai visto è un salto nel buio. Speriamo tutto rispecchi le dimensioni del sogno.

Ora come ora non mi rimane che sperare di essere all'altezza.
Spero non sia la scelta sbagliata.
Spero di essere in grado.
Spero di cavarmela in una nuova città.
Spero di riuscire a fare amicizia.
Spero di non essere troppo indietro con la preparazione rispetto agli altri.
Spero di farcela.

Ho appuntato orari di treni, autobus. Ho stampato cartine. Ho copiato orari di lezioni. Il mio salvagente.
Il salvagente in una città di cui ho visto solo la stazione 6 anni fa.

Avere paura ci sta, no?

PS da questa nuova fase Uzzo il Blogguzzo non ne uscirà rinforzato anzi.. causa assenza di collegamento internet per 3 giorni su 7. Questo per tutto ottobre, per novembre we'll see.

sabato 22 settembre 2012

S

S. non sta bene e io non so come aiutarla.
Si sente inadatta, non è serena, sempre triste, sparisce per giorni, mi manda mail alle 3 di notte.
Io vorrei aprire una scatola e trovarle le soluzioni. Vorrei darle un po' di serenità, un po' di coraggio.
Vorrei farle trovare un pacco regalo pieno di sicurezza e di amore per se stessa. Vorrei farle capire che lei non è un voto ad un esame, vorrei che per un attimo si vedesse per come la vedo io. Vorrei che quando le dico "si sistemerà tutto" lei ci creda davvero e non mi dica "si, lo so è che adesso non riesco a vedere la fine di questo tunnel". Vorrei che stesse bene, che la smettesse di piangere. Vorrei vederla forte.
Vorrei che non deponesse le armi, ma che tiri fuori il carattere, perchè so che lì da qualche parte lei la forza necessaria per rialzarsi dallo stallo in cui si è buttata ce l'ha, deve solo cercare.
Quando una cosa va male tutto segue a ruota e lei ha fatto finire sotto quella pesante ruota il suo mondo.
Allontana gli amici perchè si sente giudicata. Dice bugie per non doversi giustificare.
Litga con i suoi genitori perchè non vuole sentirsi una figlia non all'altezza.
Dice che il moroso non la capisce (che quel tipo non la capisca io lo sostengo dai tempi del paleolitico, ma vabbbbbbeh).
Si rifugia nel suo pianoforte. Trova riparo solo in uno spartito, stretta in un pentagramma.

Le ho detto di venire qui tre giorni. Non mi risponde e so che non lo fa perchè si sente un peso per me.
Stasera mi chiamerà e mi dirà che ha esagerato, che non va tutto così male. La conosco troppo bene.

Studierò con lei per quell'esame, troveremo insieme una laurea magistrale che le piaccia, se me lo consentirà l'aiuterò, ma difficilmente si farà aiutare da me.

L'idea che la prossima settimana inizierò una nuova avventura e lei sarà qui impantanata in mille problemi mi fa sentire un'amica pessima.

venerdì 21 settembre 2012

Aspettare

Il lato "smelenso" si era impadronito di me e poi volevo
provare la messa a fuoco parziale con quella nuova app :)

Mi hanno insegnato che amare è saper aspettare.

Me lo hanno insegnato libri, storie, film, canzoni, parole, frasi, vite. 
Mi hanno detto che aspettare una persona è sinonimo di un grandissimo amore. 
Aspettare. 
Tutto quindi ruota intorno a quello? 
Aspettare è davvero il verbo che più assomiglia ad amare?

mercoledì 19 settembre 2012

Attualità

Non si può star via qualche giorno che torni e scopri che anche Kate Middelton ha due tette e data la storia inglese è un gran bene per lei che non ne abbia tre, altrimenti sarebbero stati cavoli amari, Anna Bolena docet, che Serena Van der Woodsen il cui vero nome non mi sovviene ha sposato Ryan Reynolds, si Ryan Reynolds! Che Emma Marrone si dice onorata di essere un esempio da seguire per i giovani d'oggi (?), che è uscito l'iPhone 5 con un nuovo dock e ho scoperto che Virginia Raffaele che imita la Minetti mi fa morir dal ridere, ma davvero tanto. LINK

Appena finisco di girarle metterò qualche foto dell' Umbria.

martedì 18 settembre 2012

Insieme siamo parole, lacrime e sorrisi

- Andiamo a Mantova per il festival della letteratura?
- Chi c'è?
- Non lo so. Andiamo e lo scopriamo.
- Mmmh. Andiamo a Venezia?
- Ti stai allargando. Mantova è a un'ora di strada, Venezia no.
- A Venezia c'è la Biennale
- Quindi alla fine stiamo a Paesuncolo?


Queste erano le premesse a 15 giorni in cui la mia quotidianità era con Lei, che è stata la mia quotidianità per 13 anni.

Così tra qualche mojito, una cena di classe delle elementari, fuochi d'artificio guardati con occhi incantati, discorsi farlocchi, progetti futuri accennati, ore in macchina perchè c'erano ancora troppe cose da dirsi, strutture bizzarre a Venezia, bar fantasmagorici sul mantovano i nostri 15 giorni sono passati e Lei è tornata a Roma per l'università.

L'ho lasciata non del tutto convinta sulla mia magistrale. Le ho ribadito che sono sicura. Lei dice che dovrei osare di più e poi rimane zitta, forse per convincermi o forse perchè sa come sono fatta e io il suo coraggio non ce l'avrei, io non sarei in grado di vedere mia mamma ogni tre mesi o anche ogni due.

Io nonostante i suoi "non mi prenderanno mai" la spingo a inviare la domanda per andare a Hong Kong due anni, poi mi ricordo che l'ultima volta che l'ho spinta a fare qualcosa che credeva troppo difficile per lei si è trasferita a Roma, ma caccio via quel pensiero e compilo quel modulo con lei. Terrorizzata che possa andare ancor più lontana.

È sempre così tra noi, sembra che lei creda di più in me di quanto lo faccia io. E io credo molto di più in lei di quanto non faccia lei. Ci sproniamo a far di più, a provarci, tanto l'altra a raccogliere i cocci ci sarà sempre, no?


martedì 11 settembre 2012

Dialoghi pre-cena


Discussione innescata in questa tranquilla dimora da G Day.
Il gioco è indovinare di che anno si tratta partendo da quattro indizi. A Sanremo si canta Siamo Donne; prima puntata dei Simpson in Italia; Fede dà l'annuncio dell'inizio della guerra del Golfo (e un altro che non mi ricordo)

Me: Cavolo, avrei detto 1990, non 1991. Facevo iniziare un anno prima la guerra del Golfo.
Fratello: Guarda che i Simpson in Italia sono arrivati lo stesso anno in cui è morta Lady D. 1991.
Me: Lady D, non è morta nel 1991
Fratello: Si invece. Io lo so. Sono sicuro. Lo dicono in un film.
Me: Ma va! Eravamo in campeggio a Comacchio quando è morta. Per me o 95 o 97
Fratello: Nooooo. Mooooolto prima.
Mater: Anche per me prima del 1995
Me: Ma siete tutti e due fusi? Se è morta che avevo 2 anni potrei ricordarmi dov'ero?
Mater: Però adesso mi pare di ricordare che fossimo davvero al mare. Si, c'era anche tua zia mica normale
Me: Ecco, vedi!
Fratello: Ma io lo so! Googlalo!
Me: AH! 97. Chi aveva ragione, su, su chi aveva ragione e chi torto? Dillo! Dimmi che avevo ragione!
Mater: Zitta. Tu invece vai a prendere la pizza.
foto dal web

venerdì 7 settembre 2012

E settembre è iniziato


I miei anni da sempre iniziano a settembre. È settembre dove si volta pagina, dove si cambia qualcosina, dove si prova a sistemare le falle.
Settembre e la sua pioggia incessante hanno bagnato i miei progetti. Bene. Forse cresceranno più sani e forti. La pioggia fa bene, no? Così dicono.
Settembre mi riempie di promesse, di idee e di buona volontà. È un mese che ho imparato ad amare.
Settembre è il mese degli inizi è il mese da riempire di buoni propositi che poi rimarranno lì, ma è questo lo scopo dei buoni propositi.
Anche quest'anno settembre di novità ne ha portate e ne porterà, lo so.
Crescere.
Yap! Quella è un'altra novità di settembre. La corsa!

martedì 28 agosto 2012

Motivo n°1



È un motivo sufficiente per rompere un'amicizia che dura da 7 lunghissimi anni?
Credo di si, anzi sicuramente SI, non sa chi sia Ryan Gosling.

Eh, non ce l'aveva scritto nel libretto informativo quando l'ho scelta come amica.

Che Hollywood la perdoni perchè non sa quel che dice...è bionda.







Da "mymovies.com"
Da "Panorama.it"

giovedì 23 agosto 2012

Intanto che / nel tempo in cui / nel momento in cui

Mentre aspetto la salvifica Beatrice
Mentre LeiM è triste. Per tutto.
Mentre il caldo mi vuole uccidere lentamente, senza alcun rispetto
Mentre per la prima volta compilando un inutile questionario per l'UniMi barro la casella laureata e gongolo, ma come gongolo
Mentre mi innamoro del ritorno di Batman.
Mentre mia nonna mi racconta balle e mia mamma è convinta che le stia tenendo chissà quali grandi segreti
Mentre l'odore di Dove è l'unico sollievo
Mentre l'ipercoop è il mio sogno proibito
Mentre anche iniziare una nuova serie tv sembra troppo stancante
Mentre taglio mozzarella per il riso freddo
Mentre i pomeriggi sono caldi, lunghi, infiniti, sudati
Mentre imploro inutilmente amiche, parenti e anche conoscenti di venire con me a Campovolo il 22 settembre
Mentre mangio ghiaccioli arancioni e rosa come se non ci fosse un domani
Mentre leggo documenti emanati dalla UE senza capirne nulla
Mentre rivoluziono Uzzo il blogguzzo
Mentre guardo il catalogo on line di ZaraHome e penso che un giorno lontano avrò una casa mia
Mentre il bambino dei vicini impreca in napoletano stretto e non ho le energie necessarie per cercare di tradurre
Mentre chiamo Papà per sapere come siamo messi con le isobare

Mentre ero impegnata in tutto ciò credo di aver deciso cosa fare dei prossimi due anni della mia vita.
Ma è una cosa tra me e Mater per ora. Al resto del mondo aspetto ad annunciarlo. Ancora un po'. Voglio che resti una cosa mia e solo mia ancora per un po'.

giovedì 16 agosto 2012

Gruppo vacanze Piemonte

Quest'anno ero partita con l'idea del Salento. Convintissima. Andiamo in Salento!
Poi nonostante io mi cimentassi cantando Vieni a ballare in Puglia e i Sud Sound System nessuno ha dato seguito al mio spunto (o forse è proprio a causa dei miei tentativi canori che l'idea del Salento è morta sul nascere).



Così eccoci al fresco. Mentre da Paesuncolo giungevano telefonate incendiarie noi ci svegliavamo avvolti dalle coperte e ci infilavamo velocemente la nostra felpa.


Che poi è la stessa montagna di QUI e QUI. Se la casa è là, è là.

Quest'anno la casa è stata crocevia di storie normali e particolari, di accenti sparsi e di troppo cibo.






E anche per quest'anno il sole cala sulla montagna.
C'è da fare. C'è da decidere. C'è da discutere. C'è da affrontare.
Ma prima mangio un dronerese, così poi le decisioni si prendono meglio.


Ho pensato di non firmare più le foto. Secondo molti siti è un'operazione inutile, poichè basta poco per toglierla. Data la qualità scarsa delle immagini, tanto vale.

lunedì 30 luglio 2012

Tutti commentano le olimpiadi e io?

Bene, commentiamo i frammenti di discipline olimpioniche che ho visto grazie al frenetico cambio di regia della RAI.

Ho visto ben 3 minuti di tiro al piattello femminile e ho pensato che io mi spaventerei ogni volta che qualcuno fosse in procinto di premere il grilletto, dato che mi spaventavo seduta al tavolo della cucina. Non fa per me.

Sempre nell'ordine di 3 o 4 minuti ho visto la ginnastica artistica e ho pensato che dev'essere bellissimo saper fare quei salti, quei giri. E che sono poco più che bambine le atlete e sono elegantissime, bravissime e che dopo ogni esecuzione si abbracciano mille volte.

Qualche minuto di judo e ho capito che in 23 anni non mi ero mai posta la domanda "com'è il judo?" e ora ho capito che preferisco il sumo.

2 punti della nazionale maschile di pallavolo. E chissà perchè quando giocavamo a scuola il campo mi sembrava così grande, invece quei 6 giocatori riuscivano a farlo sembrare minuscolo e le battute prendendo la rincorsa, poi salto e una sberla che nemmeno Shiro, QUEL SHIRO. Che bella la pallavolo, anche se rimane una leggera preferenza per la pallavolo femminile.

Kayak che dev'essere una cosa splendida, uno sport che ti dà una botta d'adrenalina ad ogni ostacolo (si chiameranno ostacoli porte?).

Dressage. Ora, io e l'equitazione siamo mondi che non hanno mai avuto contatti (è l'equitazione ad avermi scrupolosamente evitata) ma io ho sempre immaginato che alle olimpiadi ci fossero specialità come il salto agli ostacoli, non una gara di portamento per cavalli. Ecco, questo sport non mi ha per nulla entusiasmato, anzi una noia mortale.

tuffi mi piacciono tanto, soprattutto di squadra. Volevo sorbirmi almeno un'ora di tuffi, non ho fatto in tempo a capire nemmeno il sesso degli atleti che sbam, cambio di regia.

Ciclismo. Premetto che ho passato anni e anni a guardare il giro d'Italia con mia nonna e quando il Giro fece tappa a Paesuncolo noi eravamo là a guardare l'arrivo.
Detto ciò credo che Davide Cassani possa riempire 24 ore parlando di ciclismo, ma le cadute e l'acqua torrenziale che impediva anche di riconoscere le divise erano un chiaro deterente...CAMBIATE REGIA. Mandate in onda il ping pong. Io non ho ancora visto 30 secondi di ping pong!

Scherma. Che bello. Non è uno sport come la pallavolo, non ci si può improvvisare in spiaggia o in un cortile tutti quei caschi, i fili, le pettorine elettroniche. Luce rossa, luce verde, luce bianca. Già il fatto che il giudice impartissea ordini in francese dava ancor di più regalità a questo sport.
Ci ho messo minuti e minuti, aspettando e sperando che Montano levasse il casco per capire cos'aveva scritto sui capelli.

Il nuoto. Il nuoto vivo nella convinzione che sia uno sport bello se lo vedi in televisione.
Ho sempre avuto un pessimo rapporto con il nuoto, anzi più che con il nuoto avevo un pessimo rapporto con uscire di casa con il costume sotto ai vestiti, la doccia gelida prima di entrare, l'odore di cloro di cui s'impregna TUTTO, quando si esce doccia veloce niente manfrine c'è coda, asciugarsi i capelli sotto un phon fisso e darci sotto di 0,10 centesimi, accorgersi di aver dimenticato le mutande a casa, nudità condivisa con il resto dello spogliatoio, vestirsi quando non si è ancora completamente asciutti, accorgersi di aver ancora su le ciabatte di plastica quando hai già preparato la borsa, uscire dopo 3 ore dall'arrivo e aver passato 45 minuti in vasca. Ah, il dettaglio di peli sempre fatti è un cruccio non indifferente!



Mentre pensavo a ciò ho visto l'uomo della mia vita.
No, non è il francesce che Vanity Fair da mesi annuncia come il più figo dell'olimpiade Camille qualcosa (che poi sarà anche perchè la mia mente contorta lega il nome Camilla alle bimbe bionde con i codini e i fiocchi che saltellano e cantano).





Lui è invece tale Christian Sprenger australiano, argento nei 100mt a rana.
Ecco prove visive a sostegno della mia tesi.

Eh! Ora devo solo aspettare che anche lui capisca che non si può ostacolare questo amore ed è fatta.

Perchè mai l'Australia ha la tuta GIALLA e VERDE? Che c'azzecca?
Non chiedetemi con fare pettegolo "e allora perchè l'Italia ce l'ha blu?" Perchè lo so!




La cosa più brutta della giornata non è stata la perplessità alla domanda "ma chi era l'imbucata alla cerimonia nella squadra indiana?" Ah, se non lo sapete voi, cari inglesotti e cara ex colonia inglese.

L'exploit odierno peggiore l'hanno regalato i "nostri" giornalisti e tanti altri "giudici".
Perchè si sa, il bello degli eroi è vederli cadere o fallire (e questo lo diceva Spiderman, quindi una fonte auterovole)
Che delusione. Ha cambiato troppi allenatori in un anno. Non è più quella di 2 anni fa. Ci si aspettava di meglio. Dovrebbe fare un bagno di umiltà. Torni ad allenarsi invece di far le copertine. Si è montata la testa. Che volga lo sguardo alle ragazze del fioretto. Invece di mangiare Pavesini dovrebbe stare in piscina.
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